Jamila: «Dobbiamo ancora aspettare»

La pazienza di una madre. Jamila Baroni ha sempre gli occhi puntati sul carcere minorile di Hanofersand e sul tribunale competente di Altona. Sta diventando una guerra di nervi con il pubblico...

La pazienza di una madre. Jamila Baroni ha sempre gli occhi puntati sul carcere minorile di Hanofersand e sul tribunale competente di Altona. Sta diventando una guerra di nervi con il pubblico ministero, che sta ricorrendo a tutto il possibile per non far uscire Fabio, malgrado i provvedimenti di liberazione emessi dal Landgericht amburghese. Il figlio fa un gran tifo da lì dentro: «Speravamo che succedesse qualcosa ieri, ma l’Alta Corte non si è espressa nemmeno sulla richiesta dei nostri avvocati, di conseguenza non era in grado di deliberare sul ricorso presentato dal pubblico ministero contro la liberazione di Fabio», spiega Baroni, «più in alto di così non si può andare, ma dobbiamo ancora aspettare, premesso che ormai dovremmo esserci» .

Gli avvocati Heinecke e Timmermann sanno quello che fanno, evidentemente, anche se il tempo gioca sempre con un’altra squadra: «Non si tratta di una ricusazione, ma ci sembra giusto che, a decidere della liberazione o meno di un ragazzo non sia un giudice che lo crede un pericoloso violento. In giornata, dovremmo sapere qualcosa di preciso, nel frattempo non ci rimane che aspettare» .

Il 18enne feltrino ci sperava. «L’ho sentito ieri pomeriggio per pochi minuti, in quanto la scheda telefonica era ormai agli sgoccioli. È fiducioso, ma lo era anche la settimana scorsa, quando si trovava ormai sulla porta, pronto a uscire ed è arrivato il fax con il ricorso del pm, che l’ha rimandato in cella». (g. s.)

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