Idroelettrico, il consiglio chiede uno stop

Val di Zoldo aderisce all’iniziativa per abrogare gli incentivi per i piccoli impianti: «Basta sfruttamento»

VAL DI ZOLDO. Val di Zoldo si schiera contro gli incentivi al piccolo idroelettrico. Il consiglio comunale riunito ieri ha approvato una specifica richiesta proprio su questo tema e a margine del consiglio si è parlato anche di imposta di soggiorno.

«Come altri Comuni» ha sottolineato il sindaco Camillo De Pellegrin, «aderiamo a questa iniziativa che va nella direzione di evitare lo sfruttamento dei torrenti ed evitare quindi l’installazione di centraline. Negli ultimi anni a causa degli incentivi statali si è assistito ad un aumento esponenziale delle richieste e delle autorizzazioni allo sfruttamento “mini-idroelettrico” che riguardano sostanzialmente tutti i corsi d’acqua dei territori montani di questi paesi compresi quelli in quota e gli altri di mantenuta naturalità. Tale corsa allo sfruttamento “mini elettrico” è avvenuto e sta avvenendo in un contesto di evidente carenze normative. Solo con grave ritardo lo Stato e le Regioni hanno iniziato a mettersi in regola con la normativa europea. Questo si è rivelato un processo lento e contraddittorio negli sbocchi ed esiti gestionali: tutte le nuove prescrizioni introdotte e in fase di introduzione sono di fatto rese inefficaci dalle indicazioni di non retroattività della loro applicazione. L’emergenza che si è venuta a creare è costituita, in gran parte, proprio da domande già presentate con carenza di normative e di pianificazione. Nel 2014 erano 2 mila in Italia di cui 150 nel Bellunese. Questo perché lo Stato italiano dà incentivi per la produzione idroelettrica nel falso presupposto che sia rinnovabile e sostenibile. Invece il mini elettrico sotto 1 MW è fortemente invasivo e dannoso per gli ecosistemi acquatici, la sicurezza idrogeologica, il patrimonio naturale e per l’economia turistica generando un danno diffuso e non sostenibile per la comunità dei territori montani».

Da queste considerazioni, tramite un ordine del giorno, si è arrivati alle due richieste. Con la prima l’emanazione di un decreto ministeriale che abroghi gli incentivi al piccolo idroelettrico, nei corsi d’acqua naturali sotto 1 MW e riduca quelli sotto i 3 MW fermo restando il sostegno al revamping degli impianti esistenti. Con la seconda, l’eliminazione del concetto di pubblica utilità per gli impianti sotto i 3 MW e il contestuale inserimento dei Comuni nel processo autorizzativo di concessione, riconoscendo, in sussidiarietà, il valore e la compiuta autorevolezza delle pianificazioni socio economiche e urbanistiche proprie delle comunità ed istituzioni territoriali.

A margine del consiglio il sindaco si è soffermato sull’imposta di soggiorno sottolineando l’intenzione del Comune di preparare un regolamento che sarà presentato, fra un mese, nel prossimo consiglio. L’intenzione è quella che sia uniformità con i comuni vicini, Alleghe e Selva. La minoranza si è detta d’accordo e si è messa a disposizione per una adeguata collaborazione.

Mario Agostini



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