Turismo, ritorna il Consorzio Dolomiti

Dmo in stand by: Confindustria e Ascom stenderanno un nuovo piano per la gestione del comparto

BELLUNO. Riattivare l’ormai spento Consorzio Dolomiti per supportare il lavoro del manager che dovrà gestire tutto il turismo in provincia, intercettando fondi e bandi e stendendo progetti.

La proposta è stata avanzata ieri dall’associazione Industriali e da Ascom durante l’assemblea dei soci della Dmo, una riunione che avrebbe dovuto avviare i primi passi dell’organismo provinciale pensato per il marketing turistico.

Ieri, infatti, l’incontro con i soci era stato indetto per dare finalmente il via all’attività della Destination management organization, con la suddivisione, tra enti pubblici e privati, dei costi necessari per pagare la figura del manager e degli eventuali tecnici che dovrebbero supportare la sua attività, anche al di là del Piano di marketing territoriale approntato dall’Eurac e per cui ci sono a disposizione 5,5 milioni di euro dal Fondo dei comuni confinanti. Soldi che non possono essere spesi per altri motivi.

Dai soci pubblici e in particolare dal sindaco di Livinallongo, nei giorni scorsi, era partita la proposta per suddividere i costi, quantificati in 200 mila euro l’anno per 36 mesi: due terzi in capo al pubblico (134 mila euro) e il restante al privato (66 mila euro). «La proposta è stata accolta abbastanza favorevolmente dai Comuni e dai soci pubblici», precisa il sindaco di Livinallongo, Leandro Grones, «mentre non è piaciuta ai privati. Tanto che da Confindustria e Ascom è arrivata la proposta di ridurre le spese, riesumando l’ormai defunto Consorzio Dolomiti, formato dai Consorzi di vallata e da tutti gli addetti privati del turismo».

«Le due associazioni hanno chiesto una decina di giorni per stendere una proposta con rispettivi costi di gestione, che tenga conto proprio dell’attività del Consorzio Dolomiti. Non appena sarà pronta, ci riuniremo nuovamente. Ma la prossima volta dovrà essere quella definitiva: non si può perdere altro tempo per far partire la Dmo e tutta la partita del turismo», precisa la presidente dell’organismo Daniela Larese Filon. Dello stesso avviso Grones che con il suo schema di contributi voleva proprio smuovere la Dmo dall’immobilismo. «Attendiamo di vedere la nuova proposta, ma poi dovremo iniziare a lavorare, non possiamo ritardare ancora l’attività di promozione turistica». (p.d.a.)

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