Referendum sulla fusione Murer si schiera per il sì

L’ex sindaco falcadino: «Tempi maturi: la Croce Verde si chiama già Val Biois» Il Comitato di Canale: «Non è stato spiegato bene che ci sarà un solo municipio»

FALCADE-CANALE. Stefano Murer si schiera per il sì, ma intanto il Comitato di cittadini per il territorio di Canale d’Agordo torna ad avanzare dubbi sulla fusione.

Mancano dieci giorni al referendum per la fusione dei Comuni di Canale e Falcade e la discussione tra favorevoli e contrari si scalda. Se l’ex sindaco di Falcade Stefano Murer (oggi presidente della Croce Verde Val Biois) annuncia il suo sì, Giulia Fiocco e il Comitato di Canale invitano i cittadini a riflettere e a informarsi bene su costi e benefici della fusione.

«Sono un fautore della fusione – dice Murer, sindaco dal 2002 al 2012 – nel 2000 quando i sindaci di Falcade, Canale e Vallada erano Claudio Costa, Flavio Colcergnan e Luca Luchetta si era pensato a un’unione dei tre Comuni, ma sarebbe stata una cosa zoppa. La fusione è invece un’ottima cosa perché oggi non possiamo più pensare ad ambiti territoriali come li aveva intesi Napoleone superando le Regole. Per me è una soluzione funzionale per mantenere i servizi, per razionalizzare e unire le forze».

Per Murer sarebbe stato meglio ci fosse stata anche Vallada (e magari pure Cencenighe e San Tomaso), ma a suo giudizio ciò non deve essere un ostacolo. «Non ci sono tempi maturi o meno – dice – se la fusione non decolla ora non decollerà mai più. Falcade ha bisogno di Canale e Canale ha bisogno di Falcade. La società ha già fatto questo passaggio quando nel 1982 è nata la Croce Verde che si chiama Val Biois o quando la scuola media è stata unificata a Canale».

Sull’altro versante (quello del no), il Comitato dei cittadini per il territorio presenta altri argomenti. «Non ci è stato spiegato chiaramente – dicono – che dopo la fusione vi sarà una sola sede municipale che sarà stabilita nello Statuto del nuovo Comune. Sino a quando la stessa non sarà stata stabilita il nuovo Comune avrà sede a Falcade».

«Non è vero – continuano – che chi è contrario a questa fusione lo sia pregiudizialmente nei confronti di qualsiasi fusione, ora e in futuro. Noi siamo del parere che questa fusione sia nata “monca” (senza Vallada, ndr) e, soprattutto, che questo non sia il momento migliore per farla. È troppo semplice e anche poco corretto liquidare come campanilismo le convinzioni di chi è contrario. Le ragioni per opporsi sono tali e tante che è perfino difficile elencarle».

«Ai cittadini – concludono – diciamo di informarsi bene su costi e benefici di questa fusione e di andare a votare. Di questi tempi, l’espressione del nostro voto è forse l’unica forma di partecipazione che ci viene riconosciuta. Non sprechiamola! Non permettiamo che pochi decidano per tutti».

Gianni Santomaso

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi