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Caldaia in blocco 70 alunni al freddo

Chies d’Alpago. È capitato ieri alle elementari di Lamosano Genitori e sindacato protestano: «Dovevano tornare a casa»

di Paola Dall’Anese
1 minuto di lettura
CHIES D’ALPAGO. Caldaia in blocco, una settantina di alunni costretti a fare lezione al freddo. È capitato ieri mattina alla scuola elementare di Lamosano a Chies d’Alpago, che fa parte dell’Istituto comprensivo di Puos d’Alpago. L’episodio ha scatenato le critiche di alcuni genitori degli alunni, che preferivano essere chiamati dalla scuola e riportarsi a casa i figli.

Del problema all’impianto di riscaldamento l’istituto scolastico si è accorto soltanto ieri mattina al riavvio delle lezioni, dopo la chiusura di tre giorni per il ponte dell’Immacolata.

I bambini hanno iniziato ad arrivare regolarmente a scuola, nonostante la neve caduta nella notte avesse messo a dura prova la tenuta delle strade. Tutti si immaginavano di trovare un bel calduccio a scuola, invece nelle varie classi regnava il gelo. «I bambini sono stati costretti a fare lezione nele aule dove la temperatura era di 6-7 gradi centigradi», precisa Walter Guastella, segretario della Flc Cgil e portavoce delle lamentele di alcuni genitori. «Non è possibile lasciare dei bimbi a fare lezione in queste condizioni», sbotta Guastella. «Già c’era freddo fuori per la copiosa nevicata, trovarsi temperature così basse anche in classe non è ammissibile. Questi bambini sono dovuti rimanere per tutte le cinque ore al freddo, magari con i piedi bagnati per aver camminato sulla neve».

Per il sindacalista la vicenda è stata mal gestita sia dalla dirigenza scolastica sia dall’amministrazione comunale. «La preside», spiega, «una volta venuto a conoscenza del guasto alla caldaia, avrebbe dovuto contattare tutte le famiglie e chiedere ai genitori di venire a prendersi i figli. Il malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento non poteva certo essere previsto, dopo tre giorni di stop delle lezioni, ma la questione doveva comunque essere affrontata in maniera diversa. Ma anche l’amministrazione comunale avrebbe dovuto intervenire, magari con un’ordinanza, per chiudere la scuola. La cosa certa è che non si potevano lasciare i bambini in classe in quelle condizioni».

La scuola, dal canto suo, ha provveduto subito ad allertare il tecnico per sistemare il guasto alla caldaia, ma l’impianto ha ripreso il normale funzionamento soltanto nel primo pomeriggio.

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