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Pericolo slavine e ghiaccio chiusi i passi dolomitici

Auto e camion in difficoltà, chiusa la 51 per Cimabanche perché scivolosa La neve fa collassare la copertura di un campo da tennis a Fisterre

di Cristina Contento
2 minuti di lettura
BELLUNO. Un pullman Dolomitibus intraversato a Cibiana; la 51 da Fiames a Cimabanche chiusa perchè pericolosa; una pozza di mezzo metro sulla strada per il Duran; lastre di ghiaccio ovunque. Infine, scatta l’allarme valanghe, nelle aree sciistiche, ma anche sui passi, chiusi per questioni di sicurezza da Veneto Strade.

L’ondata di maltempo e l’emergenza neve tra domenica e ieri hanno lasciato il segno: alberi caduti, strade inondate per tombini che non scaricano, auto trainate perchè in difficoltà dal Cansiglio a Belluno. Qualche struttura è collassata per il peso della neve: è il caso di un pallone che copre un campo da tennis al circolo di Fisterre, dove i soci si sono messi al lavoro per mettere tutto in sicurezza.

Vigili del fuoco chiamati a una cinquantina di interventi almeno fino alle 19 di ieri: se la mattinata era passata via liscia con il solo recupero di qualche auto in difficoltà su rampette innevate, la serata è stata un vero tormento. Di prima mattina una vettura è stata rimessa in strada in città, un’altra nella zona di Santa Giustina, impantanato pure un trattore in Cansiglio, poi trainato. Non si sono registrati feriti in questi interventi e neanche il ghiaccio sui marciapiedi ha mietuto “vittime”: i passanti sono rimasti illesi benchè le strade del capoluogo fosero davvero killer per i pedoni. Poi ci si sono messi pure gli alberi a complicare la vita: la neve pesante ha spezzato i rami di un grosso abete in una proprietà di via Caffi, rami che sono rovinati su un terrazzo e su un’auto. Anche in questa situazione sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. Piante in strada anche fra Santa Giustina e San Gregorio, mentre tra Pieve e Puos d’Alpago le cadute hanno interessato anche la rete Telecom.

Sulle strade i maggiori problemi sono stati causati dalla pioggia. Ieri pomeriggio, personale di Veneto Strade, Anas e vigili del fuoco sono dovuti intervenire per le enormi pozzanghere che si erano create in alcuni avvallamenti. Disagi a Lozzo, poi al Ponte della Molinà (direzione Calalzo-Vallesella), dove la carreggiata era letteralmente stata inondata, con i tombini che non riuscivano a drenare. Dopo aver ripulito il manto stradale dall’acqua e sistemata la cartellonistica per avvertire gli automobilisti, le squadre di operai hanno gettato sale e ghiaia per evitare l’inevitabile formazione di lastre di ghiaccio sotto le basse temperature notturne. Problemi sulla strada da Agordo verso La Valle per una pozza di mezzo metro d’acqua. Poi camion in avaria: uno è stato recuperato nel pomeriggio a Cimabanche, strada che è poi stata chiusa perchè pericolosa e sdrucciolevole; a Quero, un mezzo pesante si è intraversato e ha divelto una recinzione; a Cibiana, infine, una corriera di linea è slittata su una lastra di ghiaccio: paura fra i pochi passeggeri e vigili al lavoro per rimetterla in strada. Nessun ferito. Sullo stesso punto altre vetture si sono bloccate.

Sui passi, invece, Veneto Strade ha deciso di impedire la circolazione: viste le previsioni, che promettevano un’altra precipitazione abbondante nella notte appene trascorsa, la società ha optato per la chiusura dei Passi Pordoi, Falzarego, Valparola, Giau e Fedoia per possibili slavine. «La situazione è seguita costantemente dai tecnici di Veneto Strade», e oggi «si deciderà quando riaprirli». Veneto Strade che nel weekend ha buttato 900 tonnellate di sale sulle strade.

Anche la Regione ha lanciato il rischio valanghe sulla montagna veneta: il Centro Funzionale Decentrato, ha dichiarato dalle 20 di ieri una fase operativa di preallarme per rischio valanghe per il territorio antropizzato della zona dolomitica, sia per vie di comunicazione (in quota), sia nelle aree sciistiche. Sotto controllo i bacini idrografici, tra cui Alto Piave e Piave Pedemontano.

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