Uno scudo contro la mafia negli appalti

Attivato il piano a contrasto della criminalità organizzata, è la prima volta che viene sperimentato nel Veneto

BELLUNO. Una barriera contro le infiltrazioni mafiose, anzi, una serie di filtri incrociati che spezzeranno ogni appetito malavitoso sugli appalti bellunesi. È stato sottoscritto ieri il Piano per la prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata, in vista dei lavori per l’accessibilità ai Mondiali di sci di Cortina del 2021, ma anche per gli altri grandi appalti previsti in provincia e realizzati con il Fondo dei comuni confinanti. Ad elaborare il piano è stata la Prefettura di Belluno, la prima nel Veneto ad adottare un sistema che in genere si utilizza per le grandi opere pubbliche di rilievo nazionale, tra le quali non sono compresi i lavori per Cortina 2021.

Il Piano mette insieme una serie di strumenti che partono dalla trasparenza nelle informazioni a disposizione delle forze di polizia: «Verrà creata una rete, un sistema di squadra che affronterà tutti gli aspetti della tutela della legalità», spiega il prefetto Francesco Esposito. «Le opere previste a Belluno nei prossimi anni saranno un banco di prova importante per predisporre un sistema di anticorpi in una realtà territoriale che, finora, è rimasta immune dalla criminalità organizzata. Questo non significa che il rischio non ci sia, visto che stiamo parlando di centinaia di milioni di euro».

Ieri sono stati firmati due documenti, con Anas e Provincia, che danno il via a una collaborazione tra questi enti, le forze di polizia (compresa la Dia) e la Camera di Commercio che, attraverso Infocamere, gestisce Rivisual, una banca dati tra le più complete d’Europa per quel che riguarda i dati analitici e storici delle imprese. In pratica c’è qualsiasi informazione relativa alle società e ai loro amministratori, nel presente e nel passato ed è possibile ricostruire anche i legami tra le aziende. A questo controllo minuziosissimo saranno sottoposte tutte le ditte che parteciperanno agli appalti, chi vincerà e chi si vedrà affidare i subappalti, comprese le maestranze. Nella fase successiva, quella dell’esecuzione delle opere, ci sarà una fase ulteriore di controlli strettissimi, cioè l’obbligo per tutti di trasmettere alla piattaforma informatica i settimanali di cantiere che registrano qualsiasi cosa avvenga, dai lavoratori impegnati giorno per giorno ai materiali utilizzati e i fornitori. Chi ometterà di farlo subirà penali pesanti, fino alla risoluzione del contratto. Inoltre verranno effettuate analisi sui materiali utilizzati, in particolare il calcestruzzo e monitorati gli aspetti relativi alla sicurezza e alla previdenza.

Infine il prefetto ha firmato tutti i provvedimenti necessari ad autorizzare le forze di polizia ad accedere ai cantieri in qualsiasi momento e senza preavviso per verificare le informazioni fornite dalle imprese. «Stiamo anche già lavorando al piano per la sicurezza e l’ordine pubblico durante il periodo dell’evento», conclude il prefetto.

Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni in occasione di eventi appetibili per il malaffare e ha spiegato come funziona l’anagrafe delle imprese gestita da Infocamere, messa a disposizione gratuitamente. Per il presidente della Provincia (stazione unica appaltante), Roberto Padrin, il piano ha un’importanza fondamentale, ora che: «I lavori per Cortina 2021 entrano finalmente nel vivo». Il piano bellunese rappresenta un unicum per Anas, dice il generale Massi e soddisfazione arriva anche da Nicoletti della Fondazione Cortina 2021 e dal vicesindaco di Cortina, Alverà.

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