De Nes assolto dalle accuse di diffamazione via web

L’ex presidente del Collegio delle guide alpine venete a processo a Belluno Nel mirino le sue frasi su una variante del nordic walking: ma non sono un reato

BELLUNO. Un acceso dibattito intorno al nordic walking trascina in tribunale con l’accusa di diffamazione Lio De Nes, già presidente del Collegio delle guide alpine del Veneto.

Una vicenda giudiziaria durata quasi cinque anni e che ieri ha visto la sentenza di primo grado di fronte al giudice monocratico di Belluno: De Nes è stato assolto perché il fatto non costituisce reato.

Un caso che mischia la passione per la montagna e per lo sport, la difesa della professionalità delle guide alpine e l’ampia diffusione che al giorno d’oggi critiche ed opinioni possono avere grazie al web. Proprio su un sito internet, infatti, hanno trovato spazio le prese di posizione ritenute diffamatorie da Renato Bavagnoli, che ha querelato De Nes. Un articolo pubblicato ancora oggi sul sito della Scuola Italiana Nordic Walking.

Al centro della storia c’è proprio il nordic walking, disciplina sportiva che prevede l’utilizzo di bastoncini per integrare la camminata e potenziare diverse fasce muscolari.

Nata come allenamento estivo dei fondisti si è diffusa anche in Italia e negli ultimi anni ha visto nascere anche istruttori e scuole in grado di insegnare ai principianti le basi della tecnica.

È proprio la Scuola Italiana Nordic Walking a prendere una posizione netta e decisa nei confronti della Scuola Italiana Nordic Trail che, secondo quanto riportato nell’articolo pubblicato il 5 febbraio 2013 sul sito della scuola, proponeva agli istruttori di nordic walking la possibilità di ottenere una qualifica per «svolgere attività anche su sentieri di alta montagna».

Questo sembra essere il nodo del contendere: l’articolo non solo prende le distanze dall’iniziativa spiegando che, secondo i direttori tecnici della Scuola Italiana Nordic Walking Pino Dellasega e Fabio Moretti, «il terreno sul quale vengono proposte le attività pratiche e formative di Nordic Trail sono di competenza esclusiva di figure professionali riconosciute e abilitate dalla normativa vigente (guide alpine e altre figure autorizzate dalla legge)» ma avverte anche che chi prendesse parte a questa iniziativa verrebbe radiato dall’elenco istruttori. Insomma, la critica è netta.

In calce all’articolo viene aggiunta anche la mail giunta da Lio De Nes che approva la presa di distanza e annuncia il pugno di ferro contro l’abuso di professione. Azioni legali «a tutela di chi a questi individui si rivolge e si affida senza sapere di mettersi nelle mani di “pirati” irresponsabili e senza scrupoli».

Parole che, secondo Bavagnoli, ne avrebbero offeso la reputazione con l’aggravante di essere riportate su un mezzo di pubblicità come internet, tanto che erano state presentate altre due denunce archiviate da altrettanti tribunali.

Ieri, a quasi cinque anni da quelle parole, è arrivata la sentenza di primo grado pronunciata dal giudice Antonella Coniglio, che ha accolto la richiesta di assoluzione formulata dall’avvocato della difesa, Raffaella Mario. Lio De Nes è stato assolto perché il fatto non costituisce reato.

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