Tariffe rifiuti e casa di riposo, aumenti in vista a Belluno

Giovedì va in consiglio il previsionale. Ferme le tasse sulla casa e tutte le altre tariffe. Più risorse per le progettazioni

BELLUNO. Rifiuti e rette della casa di riposo più cari. Aumenti in vista per i bellunesi nel 2018. Sono scritti nei piani economici delle società partecipate del Comune, che saranno approvati insieme al bilancio previsionale. Il documento, già consegnato ai consiglieri, sarà illustrato lunedì in commissione bilancio e giovedì sarà portato all’esame dell’aula. Invariate le tasse sulla casa e tutte le altre tariffe comunali, cresceranno quella sui rifiuti e quella per gli ospiti della casa di riposo.

Gli aumenti derivano da un lato dall’adeguamento contrattuale degli stipendi dei dipendenti pubblici (lo sono anche quelli delle partecipate), per Bellunum anche da un piano investimenti corposo (un milione di euro) e dall’aumento del prezzo dei carburanti. Per i rifiuti si parla di 1,10 euro in più a persona all’anno, per le utenze domestiche. Per la casa di riposo gli aumenti vanno dall’1,1 all’1,4% in più rispetto alle rette attuali.

Meno vincoli per la cultura. Quello varato dalla giunta qualche giorno fa «è un bilancio tecnico», precisa il sindaco Jacopo Massaro. Impossibile sapere a fine dicembre quante entrate avrà il Comune nel 2018, dunque ci saranno molte variazioni nel corso dell’anno. D’altro canto, approvare il previsionale entro il 31 dicembre permetterà agli uffici di essere operativi fin dai primi giorni del prossimo anno (invece che dover lavorare in dodicesimi, con molti vincoli sulle spese e «ingessando la macchina», per dirla con le parole del vicesindaco Lucia Olivotto) e consentirà anche al Comune di vedere abbattuti i vincoli sulle uscite per le manifestazioni culturali e la formazione del personale. Un riconoscimento dato dallo Stato ai Comuni virtuosi.

Un anno dedicato ai progetti. Il 2018 sarà l’anno della rigenerazione urbana. Lunedì a Roma Massaro firmerà l’intensa con la Presidenza del consiglio di ministri, martedì saranno trasferiti sul conto corrente del Comune i 18 milioni di euro che cambieranno il volto della città.

«Dedicheremo il 2018 alle progettazioni esecutive», prosegue il sindaco. «Poi alle gare. Contiamo di aprire i primi cantieri alla fine del prossimo anno». Il Comune lavorerà su cinque opere (Crepadona, il parco fluviale di Lambioi, la ex chiesa dei Gesuiti, le Gabelli e la ciclabile lungo il Piave), cui si aggiungono quelle dei soggetti privati.

Ma sarà anche un anno dedicato a progettare interventi per la sistemazione delle scuole, degli impianti sportivi, della casa di riposo, per completare l’Auditorium. Per sostituire il ponte Bailey con un’infrastruttura definitiva: «Realizzarlo dipenderà dagli spazi di Patto, perché avere le risorse non significa poterle spendere», sintetizza Massaro. «Per lo Stato i mutui non costituiscono entrata ai fini del Patto di stabilità». C’è comunque l’impegno a lavorare sulla progettazione del nuovo ponte sul Piave a Lambioi.

Urbanistica e manutenzioni. Nel 2018 saranno completati gli studi per il Pat, il piano di assetto del territorio che andrà a sostituire il Piano regolatore. Per quanto riguarda le manutenzioni, sono previsti al momento 100 mila euro per gli asfalti, 150 mila per la manutenzione dei marciapiedi, 100 mila euro per l’illuminazione pubblica (estendimenti della rete e sostituzione delle lampade con quelle a led). Nel 2018 saranno cantierati anche tutti i lavori già finanziati dal Gal, come quelli sul Nevegal e nell’area di Pra’ de Luni, e dall’Unione montana o dalla Regione.

Tasse sulla casa e il turismo. Imu, Tasi e imposta di soggiorno non saranno ritoccate. «Imu e Tasi non possono essere aumentate per legge, la tassa di soggiorno abbiamo scelto noi di non aumentarla», aggiunge il vicesindaco, e assessore con delega al bilancio, Lucia Olivotto. «Questo bilancio è orientato alle spese fondamentali, perché non conosciamo l’esatto ammontare delle entrate 2018. Il fondo di solidarietà ci è stato comunicato in via provvisoria dal ministero, e sembra in aumento rispetto al 2017 (da 2,9 a 3,2 milioni di euro). Adegueremo il documento in corso d’anno».

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