Il Comitato non esclude la candidatura

Canale d’Agordo. Giulia Fiocco è soddisfatta: «Adesso dobbiamo darci da fare, basta oligarchie»

CANALE D’AGORDO. «Dopo aver evitato la cancellazione del Comune, dobbiamo darci da fare per farlo rivivere». Dice di aver dormito poco le notti precedenti al voto per i timori sull’esito e di aver fatto altrettanto tra domenica e lunedì per l’adrenalina in corpo. Giulia Fiocco è la coordinatrice del Comitato di cittadini per il territorio di Canale d’Agordo che si è battuto per il No riuscendo a portare alle urne più persone che a Falcade. Non usa la parola “vittoria”, anche se non nasconde la soddisfazione per il risultato ottenuto. «È una prova di democrazia – dice Fiocco – un piccolo esempio di sovranità popolare che nei piccoli Comuni è ancora possibile. Crediamo – dice poi – che la lunga pausa tra la richiesta del referendum da parte dei Comuni e l’ok della Regione abbia giocato a nostro favore, in quanto le cose si sono sedimentate e i cittadini hanno potuto ponderare meglio il proprio voto».

Hanno indetto un’assemblea, sono passati casa per casa, hanno parlato con la gente. Si sono fatti un’idea di cosa abbia determinato di più la vittoria del no. «Due a mio avviso sono stati i fattori decisivi – spiega Giulia Fiocco – in primo luogo la paura di perdere la municipalità, che non è solo la possibilità o meno di fare una carta d’identità; in seconda battuta la paura di un salto nel buio: lo studio di fattibilità che i Comuni hanno fatto fotografa l’esistente, ma non prospetta il dopo. I cittadini hanno visto nel Sì una sorta di atto di fede e non se la sono sentita». Il no per Giulia Fiocco non deve però essere inteso come una voglia di separatismo.

«Domenica ai seggi si parlava della necessità della concordia – spiega – ma io sono convinta che la cooperazione la si debba ricercare e che abbia più senso quando non è imposta». Il Comitato ha combattuto varie battaglie: da quelle sul rischio idrogeologico a quelle sul Pat, da quella sulla centralina a quella sulla fusione. In molti si chiedono se continueranno a controllare da fuori o se si candideranno alla prossime elezioni comunali di primavera. «Non mi sento di escluderlo – annuncia Fiocco – dobbiamo parlarne tra di noi, ma è giusto pensarci ora che abbiamo fatto un percorso di crescita. Di certo bisogna ripartire dall’incentivare la partecipazione dei cittadini non solo in occasione del voto. Negli ultimi cinque anni a Canale c’è stata una situazione paradossale con una piccola oligarchia di cinque persone che ha brigato e deciso: questa non è democrazia». (g. san.)

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