Addio Anna Paola, signora della cultura

La professoressa Zugni Tauro è morta a Venezia a 86 anni: sempre in prima linea, portò in città l’università Iulm

FELTRE. Ha combattuto con una infezione che l’aveva minata tempo fa e si è spenta ieri mattina all’età di 86 anni all’ospedale di Venezia, la “sua” città, nella quale viveva da quando era andata in pensione. Il mondo dell’arte e della cultura, l’associazionismo, il mondo universitario legato allo Iulm, il Palio e Feltre piangono Anna Paola Zugni Tauro. L’emblema della cultura feltrina, che ha impresso il suo segno a livello nazionale, lascia di sé un infinito elenco di testimonianze, di iniziative che hanno dato a Feltre quel valore aggiunto che tra la fine degli anni 60 e fino al nuovo millennio ha segnato tutte le pagine più importanti nella crescita culturale della città e della sua affermazione anche al di fuori dei propri confini. Già nel 1971 ricevette dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat l’onorificenza di Cavaliere della Cultura. Nel 2005 fu prescelta quale tedoforo come rappresentante del mondo dell’arte e della cultura bellunese per portare la fiaccola olimpica a Cortina.

Il Teatro de la Sena, lo Iulm, la nascita del Palio, battaglie culturali con Italia nostra, la creazione dell’associazione Amici dei musei e dei monumenti feltrini. E tanto altro, dal museo Rizzarda ai palazzetti Cingolani, fino alla prime idee di tutela del territorio che culmineranno con il Parco Dolomiti. Anna Paola Zugni Tauro era abituata a lottare. Si era laureata in lettere moderne con una specializzazione in storia dell’arte, ma la sua anima di ricercatrice non l’ha mai abbandonata. Per decenni è stata il motore culturale di Feltre e anche della provincia.

I maggiori progetti li ha portati avanti con Italia Nostra per la tutela di una città storica e veneta, per il recupero di strutture architettoniche che rischiavano di restare chiuse a vita. Il teatro de la Sena è una di queste: «un coppo per il teatro», fu l’iniziativa lanciata per iniziare il restauro. «L’idea era quella dell’acquisto di una tegola per iniziare il restauro del teatro della Senna che infatti poi è cominciato», spiega Franca Visentin, che partecipò all’iniziativa insieme con Italia Nostra, oltre che allo strappo dell’affresco del soffitto che è poi stato restaurato dai Velluti e riposizionato.

Poi l’Università Iulm: nel 1968 è, assieme a Leandro Fusaro, tra i fondatori della Iulm, l’ateneo di Milano e Feltre. Per 36 anni insegna storia dell’arte, svolgendo anche il ruolo di prorettrice e decano della facoltà feltrina, che si sviluppa in modo autonomo, e paritario, dalla sede milanese.

«La Iulm è un’università di eccellenza», ha spiegato proprio la Zugni Tauro in una intervista rilasciata al Corriere delle Alpi «In particolare lingue moderne era concorrenziale rispetto a Venezia. Avevamo rapporti costanti con atenei esteri, con Vienna, Parigi, Londra, Salamanca. Organizzavamo stages per gli studenti, viaggi annuali anche in realtà lontane». La vita per la Iulm e la fondazione università in provincia, cosa che le valse, nel 2002 dal rettore Puglisi, la medaglia d’oro della Iulm. Con grande biasimo assistette alla perdita della facoltà, all’epoca sotto il rettorato di Alberoni.

Il Palio era stata un’altra sua idea: «Eravamo al Festival di Spoleto e siamo andati a vedere gli sbandieratori», spiega ancora Franca Visentin, collega allo Iulm e compagna di tante battaglie con Italia Nostra e Amici dei Musei, ricordando come durante la cena con gli umbri tornò il riferimento al testo di Cambruzzi che nel 1404 parlava di un palio dei quindici ducati d’oro, «e così è nata l’idea».

Direttrice dei musei civici, promosse la ristrutturazione della galleria Rizzarda e nel frattempo fondò l’associazione Amici dei musei e dei monumenti feltrini. Poi la mostra e il libro di Giovanna Dal Magro sui Monti del Sole che prelude all’idea di Parco: «Che nacque» amava ricordare la Zugni «anche se si vorrebbe dimenticarlo, grazie all’opera del dottor Merli, capo della forestale, che negli anni ’50 e ’60 acquistò i terreni per creare 10 riserve naturali, diventate poi il fulcro dell’area protetta».

E Venezia. «Gli anni tra il 1960 e il 1970 furono anni di molto fervore» ricorda l’architetto Antonio Foscari, amico “veneziano” della Zugni Tauro «Anna Paola si occupava di Italia Nostra e mia madre Teresa Foscari Foscolo (la contessa, ndr) era leader di Italia Nostra e fece battaglie ambientali. I nostri erano anni fervidi: si faceva un po’ di tutto, io avevo avuto un grande rapporto con la Valbelluna... Ricordo le serate e i progetti: abbiamo inventato il Palio di Feltre, organizzato concerti con Sartori o musiche in villa con Pamela... ricordo una mostra con Mario Merz: pensi che le sue le “fascine di carpini” le ho ritrovate a New York. Poi un congresso sul vivere in villa, Zanzotto, la Malcontenta. Era una fucina di idee, Anna Paola; una persona forte e generosa, libera e io e Barbara stavamo benissimo con lei. Nel Bellunese mi sentivo di casa e in lei trovavo un interlocutore con cui continuavo a giocare queste partite: un rapporto creativo, di cose da fare e di cose fatte. Mi spiace molto. Al Lido lungo il litorale qualche tempo fa il nostro ultimo incontro: vidi una figura avanzare camminando male, ci siamo incrociati l’ultima volta».

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