Multe annullate, il ricorso del Comune di Feltre arriva in Cassazione

Chiesta la consulenza dello studio legale che ha già ottenuto tre sentenze favorevoli per l’amministrazione di Rovigo

FELTRE. La partita dello Scout speed è approdata in Cassazione, dove è stato depositato il ricorso del Comune di Feltre e dove si deciderà una volta per tutte se la polizia locale abbia utilizzato lecitamente lo strumento di controllo della velocità in modo dinamico (cioè con lo strumento a bordo dell’auto di servizio della polizia locale – posizione identica a quella del Comune di Rovigo che al riguardo ha già incassato tre sentenze favorevoli) oppure se, in base all’interpretazione del giudice del Tribunale di Belluno, il contrasto di normative finisca con il favorire l’automobilista, rendendo inefficaci i controlli con la vettura in movimento.

In mezzo ci sono i tempi della decisione sulla Suprema corte, circostanza che sta spingendo il Comune di Feltre ad allestire alcuni tratti di strada in base alle prescrizioni contenute proprio nella sentenza con cui la magistratura bellunese ha accolto il ricorso di un automobilista. Il primo è pronto ed è quello di via Nuova ad Anzù, la strada di collegamento tra la frazione e la zona industriale di Villapaiera, dove troppo spesso le auto sfrecciano a velocità elevata, tanto che sono stati i residenti a chiedere una maggiore presenza della polizia locale.

Per sostenere le proprie ragioni, il Comune ha affiancato lo studio Coppa, che finora ha seguito la vicenda a livello di giudice di pace e tribunale di Belluno, allo studio legale di Rovigo, che invece, ha perorato con successo la causa di quella amministrazione, che utilizza lo scout speed con le stesse modalità con cui veniva utilizzato dalla polizia locale di Feltre. Qui l’uso del passato è d’obbligo, perché dopo la sentenza di appello del tribunale di Belluno, che ha dato torto al Comune di Feltre, lo scout speed viene utilizzato esclusivamente come un normale autovelox fisso.

Da parte sua, il sindaco Perenzin, è convinto della scelta di arrivare in Cassazione: «Giusto dirimere una volta per tutte la questione, anche perché mi sembra paradossale che uno strumento che rispetta i dettami del codice della strada ed è stato autorizzato dal Ministero possa essere messo in discussione da un Decreto ministeriale uscito successivamente. Credo che la lettura data a Rovigo sia quella corretta. Lo Scout speed rappresenta un importante mezzo di prevenzione per la sicurezza sulle nostre strade. Usarlo in modo dinamico ci permette di coprire un maggior numero di strade. Attualmente eseguiamo controlli della velocità con l’apparecchio posizionato in un punto e tutta la segnaletica di avvertimento prevista. L’auspicio è che la Cassazione faccia chiarezza e che si possa a tornare lo Scout speed montato direttamente sull’auto di servizio in movimento».

Il caso si era riacceso a metà ottobre quando con la sentenza del Tribunale di Belluno, si era aperto un potenziale fronte ai ricorsi di quegli automobilisti colpiti dallo Scout speed e ancora in tempo per presentare ricorso. In ballo una cifra di poco superiore a 24 mila euro. Ed è anche per evitare futuri nuovi ricorsi che il Comune ha deciso di andare fino in fondo a livello giudiziario.



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