Sovracanoni pregressi Enel bussa ai municipi

La società ha chiesto il rimborso di quanto ha pagato in più dal 2011 al 2015 anche ai Comuni rivieraschi. Svaluto Ferro: «Bisogna fare una battaglia politica»

BELLUNO. Un contenzioso senza fine. L’applicazione della legge sul deflusso minimo vitale ha comportato una riduzione delle potenze delle concessioni per gli impianti, e Enel ha chiesto il rimborso per le cifre versate in più. Lo ha fatto alla Provincia (per i canoni), al Consorzio Bim (per i sovracanoni) ma anche ai Comuni. Tutti quelli rivieraschi si sono visti recapitare la richiesta di rimborso.

La questione è sempre quella dei soldi versati da Enel fra il 2011 e il 2015, in un periodo in cui lo Stato aveva già rivisto le potenze di concessione degli impianti. La Regione ha recepito quella norma nel 2016, e Enel ha chiesto il rimborso di quanto avrebbe pagato in più (perché se si riduce la potenza si consuma meno acqua). La Provincia ha deciso di pagare: poco più di due milioni di euro, a rate, per i prossimi cinque anni. Il Consorzio Bim ha avviato una trattativa. C’era il rischio che Enel usasse la formula della compensazione, ovvero che decidesse di trattenere dagli importi che doveva versare nel 2017 la cifra che ha chiesto come rimborso del pregresso. Trattandosi di circa 4 milioni di euro, il Consorzio Bim sarebbe andato in grossa difficoltà. Il dialogo, però, è stato proficuo: Enel ha versato tutta la quota prevista per il 2017 per i sovracanoni, senza trattenere un solo euro.

Ben diversa la situazione per i Comuni. Anche loro incassano i sovracanoni, e anche a loro Enel ha chiesto la restituzione di quanto versato in più fra il 2011 e il 2015. La lettera è arrivata a tutti i Comuni rivieraschi: a Perarolo sono stati chiesti circa 40 mila euro, altrettanti a Calalzo. A Domegge c’è la richiesta al protocollo ma deve ancora essere visionata. Al Comune di Alpago sono stati chiesti 12 mila euro. «E abbiamo pagato, nel senso che Enel ha compensato trasferendoci meno risorse quest’anno», spiega il sindaco, Umberto Soccal. «Ed è successo per la maggior parte dei Comuni che hanno ricevuto la richiesta di rimborso».

A Calalzo «aspettiamo di vedere come si conclude la trattativa in corso fra Enel e Consorzio», spiega il sindaco Luca De Carlo. Anche a Perarolo sono in attesa. Ma il sindaco Pierluigi Svaluto Ferro torna a ribadire la necessità di una azione politica forte: «Se consideriamo quanti sono i Comuni rivieraschi nella nostra provincia, si capisce che parliamo di cifre significative da restituire. Il territorio si impoverisce sempre più mentre le nostre risorse continuano ad essere sfruttate».

Porta anche un altro esempio, Svaluto Ferro. È di ieri la nota del ministero dell’Ambiente con la quale si comunica l’adeguamento del sovracanone che Enel dovrà versare nel 2018 e 2019. Accade ogni due anni: si verifica l’andamento del costo della vita e si adegua l’importo dei sovracanoni. Dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2019 per ogni kW di potenza nominale il concessionario dovrà versare 30,67 euro (nel biennio 2016-2017 l’importo era di 30,43 euro/kW).

Un incremento minimo, «ma che dimostra come con un’azione politica si riescano ad ottenere risultati», continua Svaluto Ferro. «L’importo dei sovracanoni era minimo fino al 2000. Poi è stata fatta una battaglia, anche alcuni nostri parlamentari ne sono stati protagonisti, e l’importo è stato adeguato. Sulla questione dei canoni pregressi bisogna fare la stessa cosa, doveva prendere posizione la politica. Pensiamo anche all’Imu: fino a qualche anno fa i Comuni incassavano l’imposta sugli impianti idroelettrici. Poi lo Stato ha deciso che quei soldi andavano direttamente a Roma. Per noi erano quattrini importanti, anche su questo bisognerebbe combattere, a livello nazionale».

Sulla questione canoni pregressi, cosa faranno i Comuni? «Aspettiamo di vedere come va la trattativa fra il Consorzio e Enel», conclude Svaluto Ferro. «Se si concludesse positivamente sarebbe una bella notizia anche per i Comuni».

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