Veneto Strade, il piano rischia di saltare

Con lo scioglimento delle Camere, l’entrata di Anas si allontana sempre di più in attesa che si insedi il nuovo Parlamento

BELLUNO. Sempre più incerto il destino dell’operazione che prevede l’ingresso di Anas dentro Veneto Strade.

Lo scioglimento delle Camere in vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 sta rendendo più difficile il progetto regionale. Il piano è ancora agli albori: non c’è alcun decreto del Ministero delle Infrastrutture, non è stato aperto il tavolo del confronto né c’è una data fissata per la Conferenza Stato-Regioni che dovrà discutere di questo progetto.

L’assessore veneto ai trasporti Elisa De Berti, che sulla costituzione di una società nuova con i due soci Regione e Anas sta lavorando da tempo, si dice attendista, anche se le probabilità che tutto possa andare in porto sembrano sempre meno. «Le Camere sono state sciolte, è vero, ma il governo è ancora in carica», sottolinea l’amministratrice veneta, «e il ministro competente può ancora agire, agevolando questo passaggio. Purtroppo, ad oggi non abbiamo nessuna data fissata per la Conferenza Stato-Regioni. Insomma, siamo in una sorta di limbo. Vedremo cosa succederà nei due mesi che ci separano dalle elezioni». «Ad oggi», sottolinea, «non possiamo sapere se il Governo prenderà in considerazione questo piano che interessa il Veneto, ma anche la Lombardia e il Piemonte».

La situazione è in pieno stallo e capire se potrà sbloccarsi in tempi rapidi è quasi impossibile. Il periodo non è dei più felici. «D’altra parte lo avevamo detto che i tempi erano stretti. Quando incitavamo le Province a prendere una posizione chiara, era perché sapevamo che la perdita di tempo prezioso avrebbe portato a questa situazione», tiene a precisare l’assessore tirando in ballo l’ostruzionismo politico portato avanti dall’Upi nei mesi scorsi. Ostruzionismo che ha permesso di capire solo un paio di settimane fa chi sarebbe rimasto fuori da Veneto Strade e chi invece avrebbe continuato a farne parte.

La costituzione della nuova società stradale regionale insieme con Anas potrebbe essere rinviata al 2019 o perlomeno alla fine del 2018. «Se anche il Governo di nuova nomina decidesse di prendere in mano subito questa partita», prosegue l’assessore, «ci vorrebbero diversi mesi per perfezionare l’operazione, probabilmente si andrebbe a ben oltre l’estate, quindi alla fine la Provincia di Belluno dovrà pagare praticamente tutto il 2018 a Veneto Strade, sborsando i 15 milioni di euro necessari al servizio. Dal canto suo, Palazzo Balbi dovrà metterne 30».

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