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Più soldi per la Provincia e cinque nuovi dipendenti

Il presidente Padrin guarda al 2018 con fiducia: «Lo Stato ha aumentato i fondi e sbloccato le assunzioni. Potremo lavorare di più sull’edilizia scolastica»

di Alessia Forzin
2 minuti di lettura
BELLUNO. Meno tagli, maggiori risorse. Si apre un 2018 meno drammatico per le Province, che negli ultimi anni hanno vissuto situazioni finanziarie critiche. Per quella di Belluno c’è anche una seconda buona notizia: lo Stato ha sbloccato le assunzioni e a Palazzo Piloni arriveranno cinque persone. Tecnici, soprattutto, che si occuperanno di preparare i progetti con i quali concorrere ai bandi. Di cose da fare ce ne sono parecchie, dall’edilizia scolastica alla difesa del suolo, con un faro ad illuminare il percorso: quello dell’autonomia. «La strada è tracciata», annuncia il presidente Roberto Padrin. «Si tratterà di un percorso lungo, ma sono convinto che i primi risultati si concretizzeranno nel 2018».

Presidente, che anno sarà per la Provincia? «Un anno migliore sotto il profilo finanziario. Lo Stato ha capito che i tagli fatti negli ultimi tre anni hanno depotenziato questo ente, ma dal momento in cui è rimasto in Costituzione è necessario dotarlo delle risorse adeguate per svolgere le sue funzioni. Attendiamo di conoscere quante risorse ci arriveranno dal riparto dei 317 milioni stanziati per le Province. Gran parte di questi soldi saranno destinati alla gestione della viabilità perché dobbiamo onorare la convenzione con Veneto strade. L’altro aspetto positivo riguarda il personale: potremo assumere quattro o cinque persone, anche questo molto importante considerando la riduzione di personale che abbiamo avuto negli ultimi tre anni».

Fra le materie più delicate c’è la difesa del suolo. «L’obiettivo è quello di gestire una programmazione in intesa con la Regione, per risolvere alcune delle criticità che abbiamo».

Anche le scuole hanno bisogno di interventi. «Stiamo preparando dei progetti. Il governo ha stanziato fondi importanti (1,6 miliardi in tre anni) e dobbiamo essere pronti. Dovremo potenziare il settore tecnico».

Poi c’è la grande partita del turismo. «È una competenza fondamentale per la provincia di Belluno. Nell’ambito della legge 25 dobbiamo trovare il modo migliore per gestirla, e infatti è una delle tre materie per le quali abbiamo avviato una trattativa con la Regione. E bisogna rilanciare la Dmo».

Quali obiettivi si porrà con il nuovo consiglio provinciale? «Oltre a quanto detto bisogna iniziare a portare avanti progetti su welfare, identità territoriale, sulla cultura, per esempio mettendo in rete i musei. Per fare tutto questo serve un importante gioco di squadra».

E sulle infrastrutture? «Anche su questo aspetto c’è molto da fare. È vero che ci sono progetti importanti per alcune zone della nostra provincia, ma non possiamo dimenticare le criticità esistenti nel Feltrino, in Agordino, in Valbelluna: bisogna recuperare risorse per risolverle, ed è fondamentale farlo per rilanciare il nostro territorio».

Come vede il 2018 per Palazzo Piloni? «Un anno in cui ridaremo dignità all’ente, come punto di riferimento territoriale e di coordinamento su vari aspetti. Vorrei anche riprendere in mano il Ptcp, per aggiornarlo. È uno strumento molto importante per dare le linee guida del futuro. Anche questa è una delle sfide da affrontare nel 2018, con serietà e determinazione».

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