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Influenza, muore 53enne bellunese

L’uomo era stato ricoverato a Feltre e poi trasferito a Padova. Il picco, secondo gli esperti, è in arrivo nei prossimi giorni

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BELLUNO. L’influenza bussa alle porte del Bellunese e miete la sua prima vittima. Un uomo di 53 anni residente in provincia è spirato a Padova, dove era stato trasportato dopo l’aggravarsi delle sue condizioni. Quella che si era presentata come una broncopolmonite si è rivelata fatale per l’uomo, la cui salute era già debilitata da una grave patologia pregressa. L’influenza ha colpito anche nel vicentino ma secondo la Regione Veneto questo è il primo caso di decesso «ufficialmente correlabile» all’influenza, che proprio in questi giorni sta entrando nella fase di picco. Numerosi gli accessi registrati dagli ospedali: la Usl1 invita i cittadini a rivolgersi, salvo casi gravi e urgenti, ai medici di base.

Broncopolmonite fatale. Il 53enne bellunese, M.S. le sue iniziali, viveva nell’area di competenza del distretto sanitario di Feltre ed era affetto da diverse patologie. Le sue condizioni di salute si sono aggravate in dicembre a causa di una broncopolmonite importante, fino al ricovero all’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre. Lì i medici lo hanno curato fino al 18 dicembre, quando si è deciso per il suo trasferimento al policlinico di Padova. Trasportato in elicottero fino alla città del Santo, il 53enne è stato affidato alle cure dei professionisti padovani. Le sue condizioni, però, si sono ulteriormente aggravate fino al decesso avvenuto martedì a Padova.

Picco in arrivo. Mentre in altre regioni italiane l’influenza si è già manifestata in tutta la sua potenza e ora la situazione è in miglioramento, nel Bellunese il numero di casi è in aumento. Stiamo entrando, spiega la Usl 1 Dolomiti, nei giorni di picco e a pagarne lo scotto sono le persone con difese immunitarie indebolite. Impossibile conoscere ogni singolo caso ma la stima si aggira sulle 3 mila persone colpite nel territorio bellunese, che rispetto al Veneto ospita appena il 4% della popolazione ma che registra anche un’età mediamente avanzata, condizione che rende più esposti al virus. Proprio ai soggetti a rischio la Usl 1 ha rivolto la campagna vaccinale.

I sintomi. Febbre alta, tosse, malessere generale. Anche quest’anno l’influenza si presenta con il “classico” biglietto da visita e non risparmia neppure i bambini, soggetti ad un aumento di casi più marcato rispetto agli adulti. I medici di famiglia consigliano il riposo, l’uso di antipiretici per abbassare la temperatura, di eventuali sciroppi per la tosse e, non meno importante, di prestare attenzione all’idratazione.

Ospedali messi alla prova. Tanti gli accessi registrati in questi giorni negli ospedali della provincia di Belluno. Le strutture sono messe sotto pressione e vi si rivolgono pazienti di ogni età, giovani e anziani. Proprio per questo la Usl 1 Dolomiti invita «al ricorso agli strumenti della rete territoriale» spiega in un comunicato: «chi è affetto da problematiche sanitarie minori può rivolgersi con fiducia al proprio medico di base e negli orari notturni, festivi e prefestivi alla guardia medica». «Un uso non appropriato dell’accesso ai servizi di pronto soccorso» continua la nota, «va infatti a discapito di coloro che per urgenza o gravità della patologia in atto vengono classificati al triage con codici di priorità che implicano una presa in carico più tempestiva».

Valentina Voi

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