Auto sui passi dolomitici: verso il numero chiuso

Trento e Bolzano hanno allo studio soluzioni alternative ai “mercoledì green” L’idea: limitare i mezzi tutti i giorni, coinvolgendo anche il Bellunese

TRENTO. Un tetto al numero di auto (tutti i giorni) invece della chiusura al traffico un giorno alla settimana. Con il coinvolgimento della Provincia di Belluno, in modo da estendere la limitazione su tutti e quattro i passi attorno al Sella (Sella, Gardena, Pordoi e Campolongo).

È questa l’ipotesi alla quale stanno lavorando le Province di Trento e Bolzano per il passo Sella, dopo la sperimentazione di mobilità sostenibile condotta l’estate scorsa. L’idea (di questo si tratta) è stata anticipata nei giorni scorsi ai sindaci di Canazei e Selva di Val Gardena (che hanno dato disponibilità al dialogo) e rappresenta un’evoluzione dei mercoledì estivi di chiusura organizzati nel 2017 che hanno creato una profonda divisione tra le comunità locali (contrarie) e le amministrazioni coinvolte.

In realtà l’ipotesi del “numero chiuso” (termine che gli addetti ai lavori vorrebbero evitare, suggerendo l’utilizzo della parola “contingentamento”) era stata annunciata già a ottobre ai partecipanti al tavolo per la mobilità sui passi dolomitici, durante una riunione organizzata per fare il punto della situazione. Ma solo in tempi più recenti è stato avviato un approfondimento per trovare una risposta alle domande fondamentali: «In quale periodo introdurre il numero chiuso? Quanti veicoli lasciar transitare? Dove fermare le auto che sforano la quota giornaliera prevista?».

Sarà l’Eurac di Bolzano a dare una risposta a queste domande, in particolare al numero di veicoli oltre i quali dovrebbe scattare il blocco.

L’obiettivo è quello di far diminuire i veicoli senza che diminuiscano le persone che accedono al passo, grazie anche a sistemi di mobilità alternativa. Per questo è stata scartata (per il momento) l’ipotesi di un pedaggio, soluzione che, secondo altre esperienze, non porta a una diminuzione del traffico.

L’organizzazione di un sistema del genere è molto complicata, ma tra le ipotesi c’è anche l’utilizzo di varchi elettronici per il controllo delle auto con due scenari: un sistema dinamico, con le auto che possono salire quando altri veicoli escono dall’area “protetta”, esattamente come avviene in un parcheggio; oppure un sistema statico che prevede il blocco del traffico quando viene superato un certo numero.

La volontà delle due Province sarebbe quella di convincere anche il Bellunese a partecipare al progetto, con l’obiettivo di estendere la limitazione del traffico a tutti i quattro passi attorno al Sella. Ma il coinvolgimento della Provincia di Belluno si scontra (oltre che con una diversa sensibilità sul tema della mobilità) con una diversa situazione normativa: Trento e Bolzano, infatti, possono contare su una norma di attuazione dello statuto di autonomia che consente limitazioni del traffico per motivazioni ambientali, mentre gli amministratori bellunesi (se interessati) dovrebbero trovare una soluzione normativa che superi le regole del codice della strada, che non prevedono nulla del genere.

È realistico pensare a un progetto del genere per la prossima estate? Sul tema c’è molta prudenza, anche perché l’estate del 2018 precederà di pochi mesi le elezioni provinciali di Trentino e Alto Adige e le limitazioni del traffico nelle valli ladine non sono certo un tema spendibile in campagna elettorale. I tempi sono stretti: qualsiasi progetto deve avere il via libera del ministero e l’anno scorso (per i mercoledì green) la richiesta partì a inizio aprile per avere una risposta (affermativa) a fine mese. L’alternativa? Proseguire con i giorni di chiusura, cioè la soluzione contestata dal comitato degli operatori locali. Oppure - come temono gli ambientalisti - con una misura ancora più blanda. Sulla vicenda è pendente un ricorso al Tar che sarà discusso il 22 febbraio.

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