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Cani maremmani a difesa delle pecore. Cibo e cure regionali

Crocchette di prima qualità e l’attenzione di un veterinario per le coppie di pastori destinati a quattro allevamenti

di Francesco Dal Mas
2 minuti di lettura
BELLUNO. Franco Pianon, allevatore in Alpago, si è visto recapitare, l’altro ieri, 10 sacchetti di crocchette per i suoi pastori maremmani-abruzzesi. Ne ha ricevuti due, dalla Regione, e ciascuno costa in media 125 euro di mantenimento al mese, quasi 4 euro al giorno. Analogo problema ce l’hanno gli altri allevatori della provincia. Enea e Asia, Argo e Penelope, Bepo e Marsia, Fiamma e Selva, sono i cuccioli di pastore maremmano-abruzzese consegnati dalla Regione prima di Natale, in varie località della montagna bellunese, percorsa dai lupi. Bene, la Regione ha deciso di mantenerli per un anno. Per questo ha provveduto alla distribuzione di alimenti. Non solo.

«Ci hanno assicurato, ogni due o tre mesi, la visita di veterinari specializzati, per verificare le condizioni di salute di questi cani – fa sapere Pianon -. E anche questo è un risparmio interessante». Stanno tutti bene, i cani. Hanno preso familiarità con le greggi alle quali sono stati assegnati. E stanno imparando a svolgere al meglio il loro compito: sorvegliare 24 ore al giorno pecore, capre e agnelli e difenderli dagli attacchi dei predatori, in particolare dal lupo. «I miei cuccioli si stanno addestrando magnificamente. Stanno in stalla, continuano a girare intorno alle pecore. Se entra qualcuno gli saltano addosso. Riconoscono solo me, neppure mio figlio – spiega Pianon -. Ci vogliono almeno due giorni perché una persona, accompagnata dal sottoscritto, possa essere riconosciuta da questi pastori e lasciata in pace».

Pianon è soddisfattissimo. In aprile, all’aperto, la prova del fuoco in altura, dove il gregge sarà portato al pascolo. Intanto lo stesso Pianon nei prossimi giorni inizierà una speciale produzione di formaggio. Sia con latte di pecora che con latte misto, di pecora e grisa alpina.

In questi giorni i funzionari della Regione Veneto stanno visitando i quattro allevamenti (Franco Pianon di Tambre, le Ronce di Simone Balcon di Belluno, Matia Marchesi di Mel e Paola Caliaro di Crespadoro) ai quali sono stati assegnati gli otto esemplari di cani pastore.

Gli altri tre allevatori (Luciano Varago pastore vagantivo, Emanuele Camponogara di Vestenanova e Lorenzo Erbisti di Roverè Veronese) avevano già ricevuto in precedenza altri cinque cani da guardianìa, sempre dal progetto Wolfalps. Ai 13 pastori maremmani viene dunque garantita la fornitura periodica di crocchette di prima qualità, offerte da una importante azienda leader nel settore dell’alimentazione degli animali, sponsor del progetto Life Wolfalps. Inoltre la veterinaria Silvia Dalmasso, su incarico della Regione Veneto, si assicura della buona salute e del benessere dei cuccioli, e ne verifica il grado di socializzazione con pecore e pastori, fornendo agli allevatori le indicazioni utili per proseguire il corretto percorso di educazione.

Il progetto, che ha preso avvio nel 2013 e ha coinvolto 12 enti come cofinanziatori e beneficiari, tra cui la Regione Veneto, ha investito 6 milioni di euro per coordinare le azioni sull’arco alpino in difesa della biodiversità e per la conservazione del lupo.

Tra gli obiettivi di Life Wolfalps ci sono l’individuazione e la promozione di strategie funzionali ad assicurare una convivenza stabile tra il lupo e le attività economiche tradizionali, sia nei territori dove il lupo è già presente da tempo, sia nelle zone di nuova ricolonizzazione. Per l’attuazione del progetto Wolfalps nel quinquennio la Regione Veneto ha beneficiato di 430 mila euro di finanziamento comunitario, a fronte di un co-finanziamento regionale di 130 mila euro. Inoltre la Regione Veneto ha garantito, con i propri fondi di bilancio, l’indennizzo per le perdite causate dalle predazioni del lupo: nel 2017 sono stati pagati agli allevatori 137.000 euro a ristoro dei danni subiti.

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