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La puntata di “Meraviglie”, Fondazione poco coinvolta

Marcella Morandini chiarisce il ruolo dell’ente in merito alla trasmissione Rai. «Abbiamo invitato a sottolineare la complessità del Bene. Nessuna spesa»

di Alessia Forzin
2 minuti di lettura
BELLUNO. La Fondazione Dolomiti Unesco non ha speso un centesimo per il programma di Rai 1 “Meraviglie”, condotto da Alberto Angela e andato in onda giovedì sera. La Fondazione è stata coinvolta solo marginalmente dagli autori, «e i nostri suggerimenti non sono stati presi in considerazione». Parola di Marcella Morandini, che della Fondazione Dolomiti Unesco è il direttore.

Le polemiche che si sono scatenate contro la trasmissione di Angela non hanno risparmiato l’ente che dal 2009 gestisce e coordina il Bene Dolomiti. Ma la Fondazione, assicura Marcella Morandini, non ha avuto alcun ruolo attivo nell’organizzazione delle riprese e nella stesura dei contenuti: «Innanzitutto preciso che la Fondazione Dolomiti Unesco non ha messo un centesimo per questa trasmissione», continua il direttore. «Non è colpa nostra se la puntata è uscita così come è stata trasmessa e, se devo essere sincera, non è piaciuta nemmeno a me. Penso che si sia persa un’occasione per raccontare il Bene e per spiegare la complessità e la ricchezza di territori molto diversi fra loro».

Il fatto è, aggiunge la Morandini, «che ha deciso la Rai dove andare e come realizzare la trasmissione. La collaborazione alla realizzazione della puntata ha riguardato solo alcune indicazioni, orientate per la maggior parte a chiedere una costante sottolineatura della complessità del Bene e della sua dislocazione nelle diverse regioni e province».

La Moradini ieri ha chiarito il ruolo svolto dalla Fondazione anche al presidente della Provincia Roberto Padrin. «Volevo capire chi avesse preso alcune decisioni e ora ho il quadro della situazione», spiega lui. «Qui non si tratta di piangerci addosso o di fare una guerra contro la Rai. Si tratta però di rivendicare quello che ci spetta: abbiamo subito molti sgarbi, anche in passato, adesso basta». Padrin non ha ancora deciso come agire, ma qualcosa ha intenzione di fare: «Probabilmente scriverò alla Rai, per segnalare che è necessario fare una corretta informazione, e in questo caso non è stata fatta».

Tornando alla Fondazione, l’ente è stato anche accusato di non promuovere adeguatamente le Dolomiti bellunesi. «Trovo questa affermazione fuori luogo», afferma Marcella Morandini. «Tutte le attività gestite dalla Fondazione sono rivolte a tutto il Patrimonio. Inoltre abbiamo sempre un occhio di riguardo per la provincia di Belluno, basti pensare ai progetti percorsi accessibili, ai sentieri mappati da Google, al progetto rifugi. Credo che queste accuse derivino da sensazioni soggettive che non trovano un effettivo riscontro nella realtà».

Inoltre, aggiunge il direttore, c’è un difetto di aspettativa nei confronti della Fondazione Dolomiti Unesco: «Non siamo un’agenzia di promozione turistica delle Dolomiti. La promozione la devono fare i territori. La Fondazione è una piattaforma che permette la collaborazione fra chi nei vari territori fa lo stesso lavoro. Anzi, ci farebbe piacere ci fosse più voglia, da parte delle aziende di promozione territoriali, di collaborare. Saremmo tutti più forti se riuscissimo a promuoverci congiuntamente».

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