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Nemmeno il sapone per lavarsi: crescono i poveri bellunesi

Sono un migliaio gli utenti della Farmacia dell’Immacolata. Corradini D’Elia: «Abbiamo bisogno di dentisti e volontari»

di Paola Dall’Anese
2 minuti di lettura
BELLUNO. Non solo farmaci. Tra i prodotti maggiormente richiesti dalle famiglie in difficoltà al Servizio di farmacia dell’Immacolata di Belluno (ha sede nei locali adiacenti alla chiesa dei santi Gervasio e Protasio di Belluno) ci sono anche prodotti per l’igiene personale e della casa.

Il servizio settimanale, nato nel 2013 dall’iniziativa di don Gigi Vian e ora coordinato dal salesiano don Samuel Gallardo (grazie alla sua esperienza in Medio Oriente aiuta anche i vari utenti di lingua araba), è curato dal farmacista Giorgio Corradini D’Elia e da sua moglie. Negli anni l’utenza è aumentata a dismisura ed è perlopiù rappresentata da famiglie con bambini, ma anche single senza lavoro o con un impiego precario. Persone talmente in difficoltà economica, «da non potersi permettere nemmeno un farmaco da banco» precisa Corradini D’Elia. «Ogni mese distribuiamo circa 500 scatole di medicinali, per i quali non è necessaria la ricetta del medico, alimenti per l’infanzia e piccola strumentazione come aerosol e bilance per i neonati. A queste richieste, ultimamente si sono aggiunte anche quelle per prodotti per l’igiene personale, dal sapone allo shampoo, fino ai detersivi per la casa».

Ogni sabato mattina - giorno in cui il servizio è attivo - la farmacia dei poveri dà una mano a una ventina di persone. «In fondo all’anno aiutiamo un migliaio di persone. equamente suddivise tra bellunesi e stranieri residenti in provincia». A dire la verità, questi numeri si sono invertiti nel corso del tempo: «All’inizio la maggioranza dei nostri utenti era composta da stranieri, ora invece la proporzione è uguale. Si tratta di persone in carico ai servizi sociali o comunque conosciute dalle parrocchie o dalle vari istituzioni per le difficoltà economiche in cui vivono. È un lavoro di rete tra enti, ma c’è ancora molto da fare, perché siamo di fronte a una vera e propria emergenza, non solo per il lavoro e la casa che mancano, ma anche per l’accesso alle cure. Le persone, se non hanno un impiego, sono incapaci di pagarsi le visite mediche o i farmaci e sempre più spesso ritardano gli accessi all’ospedale per le cure».

In questi anni, il Servizio ha visto l’arrivo di nuove forze, di nuovi volontari. «Ad oggi siamo circa venti persone, alle quali si aggiunge il preziosissimo lavoro di un dentista che ogni giorno cura gratuitamente uno degli utenti della Farmacia dell’Immacolata». Da solo, però, visto l’aumento di richieste, il professionista non ce la fa più a far fronte all’impegno e così Corradini D’Elia lancia l’appello: «Il dentista sta facendo un lavoro straordinario, ma ha bisogno di aiuto. Per questo motivo chiediamo la disponibilità di qualche altro odontoiatra desideroso di dare una mano alle persone bisognose», precisa il farmacista, che poi aggiunge: «A oggi si sta facendo sempre più pesante il divario tra chi ha i soldi e chi invece è in difficoltà. Ci sono persone che hanno bisogno di tutto. Per fortuna siamo supportati da adulti e pensionati nel nostro lavoro, ma quello che vorremmo è che anche i giovani venissero a fare un’esperienza importante come questa. È importante mettersi al servizio degli altri».

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