Luca: «Erostrato ci sfida e il livello si sta alzando»

Il procuratore sta seguendo da vicino le indagini: «Aumentare l’attenzione» Nessun indagato e c’è la tentata estorsione: «Spilli visibili ma potevano ferire»

BELLUNO. La sfida di Erostrato. L’incendiario senza volto della Destra Piave non cerca consenso. Anzi. Dopo la lettera con la polverina bianca alla scuola di Cesio, che già l’aveva reso molto antipatico a tutta la comunità, ecco ora quella accompagnata dal sacchetto di caramelle con contorno di spilli all’asilo di Cergnai. Era quasi un mese che l’uomo non si faceva sentire, dopo la missiva arrivata al nostro giornale il 27 dicembre.

Qualcosa nell’aria c’era, compresa la speranza dei cesiolini che i carabinieri l’avessero individuato o stessero seguendo una pista molto precisa e, invece, è arrivato un avvertimento ancora più grave dei precedenti.


Il procuratore capo di Belluno, Paolo Luca, segue da molto vicino le indagini: «Stavolta non ha spedito la lettera», spiega il magistrato, «l’ha lasciata per terra, nel cortile della scuola materna di Cergnai. L’aspetto più grave è che ha minacciato apertamente i bambini, mettendo spilli e lamette nei dolciumi e nei giochi, a meno che non gli si dia quello che vuole: la famosa statua, che aveva già richiesto. Il sacchetto aperto di caramelle era a portata dei bambini e qualcuno avrebbe potuto ferirsi, se un’addetta della scuola non si fosse accorta della sua presenza e non l’avesse raccolto».

Bisogna per forza registrare un salto di qualità, se di qualità si può parlare, allo stesso tempo nessun cedimento, nessun errore, almeno apparentemente: «C’è un passo in avanti, rispetto alle altre iniziative», sottolinea Luca, «è probabile che tutte queste minacce non avranno seguito, tuttavia non possiamo permetterci di sottovalutare niente. I bambini sanno, fin da quando sono molto piccoli, di non dover accettare caramelle dagli sconosciuti, a questo punto, bisogna raccomandare loro anche di non raccogliere nulla. Mettiamoli in guardia il più possibile, per evitare problemi».

Nessuno che abbia visto qualcosa e sia in grado di aiutare indagini già di per sé molto complicate: «Nemmeno stavolta ci sono testimoni dell’accaduto. Nella zona non ci sono impianti di videosorveglianza con telecamere e tutto quello che abbiamo, al momento, è un profilo criminologico del soggetto, neanche un identikit sul quale lavorare. Il fascicolo rimane contro ignoti e ai reati già noti si aggiunge quello di tentata estorsione: cioè la richiesta di una statua con la minaccia, per ottenerla. Credo che sia un gesto dimostrativo, come quello della polverina, che poteva essere antrace».

Senza esagerare, ma il livello di guardia deve salire: «Le famiglie devono stare un po’ più attente, non c’è dubbio. Allo stesso tempo, dobbiamo dire che questa è una persona che non sta bene. La sua è una sfida all’autorità, senza la ricerca di consenso. Vuole dirci “prendetemi”, bisognerà anche vedere se commetterà o meno degli errori. È una persona che vuole sempre stare al centro dell’attenzione e intende mostrarci tutta la sua cultura. Plauto non è il primo commediografo che ti viene in mente e anche il passo dell’Eneide non è il più immediato che si possa immaginare. Per chiudere, gli spilli erano molto visibili, ma un bambino poteva farsi del male. Stiamo tutti molto attenti». (g.s.)



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