«Tranquillanti sul banco»: l’altra faccia del lavoro

Elezioni a Luxottica, i sindacati contestano la pressione eccessiva sugli operai e i rapporti gerarchici: «Alcuni capireparto si sentono piccoli padroni»

AGORDO. «Alcuni capireparto si sentono piccoli padroni ed esercitano pressioni eccessive sui sottoposti. Bisogna che le cose cambino perché i nostri lavoratori sono diventati i principali clienti dell’Usl».

È anche all’insegna della richiesta di un cambiamento dei rapporti fra lavoratori in alcune aree che ieri sono iniziate le elezioni per il rinnovo delle Rsu allo stabilimento di Luxottica di Agordo che si concluderanno domani.


Saranno eletti 42 rappresentanti, scelti tra i 67 candidati di tre liste collegate alle confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. Nel 2014 la Cgil si confermò la prima forza aumentando i propri consensi. Su 3.184 aventi diritto votarono in 1.350 (il 42% del totale). La Cgil prese 622 voti, la Cisl 499 e la Uil 176.

Un momento importante di partecipazione e democrazia reso ancor più significativo proprio dai numeri di quanti potranno esprimere le proprie preferenze. Al proposito Nicola Brancher, segretario generale della Femca Cisl Belluno Treviso, auspica una maggiore partecipazione del settore impiegatizio «che rimane ancora troppo lontano dalla vita sindacale».

Ma in ballo non c’è solo la partecipazione. Cisl, Cgil e Uil pongono con forza una questione relativa ai rapporti interpersonali in alcuni reparti dove coloro che hanno “potere” non lo esercitano in maniera consona nei confronti dei sottoposti.

«Da anni – dice Luigi Dell’Atti della Cgil – oltre a far rispettare quanto è frutto delle conquiste sindacali, tengo molto alla questione del rispetto. Ci sono aree in cui alcuni responsabili si sentono dei piccoli padroni di coloro a cui danno le direttive. Per queste ragioni tali aree, sia nei reparti produttivi che in alcuni uffici, diventano invivibili: i lavoratori non vengono in azienda volentieri».

Della stessa opinione Emiliano Bez della Uil. «In alcuni reparti – dice – c’è tanta pressione sui lavoratori. L’azienda deve correre, d’accordo, ma c’è modo e modo di fare. Il metodo di lavoro deve essere efficiente, ma con meno impatto sulle persone. Chi è dentro Luxottica sa di quali reparti e uffici si parla. Nessuno si tira indietro dal lavorare, ma occorre fare una riflessione. Forse anche i capi sentono la pressione su di loro e la riversano sui lavoratori».

Durissimo Paolo Chissalè della Cisl. «Negli ultimi anni si è spostata sempre di più l’attenzione dal prodotto al processo a scapito della qualità, ma non solo. Tale cambiamento porta stress al management e, a cascata, sui lavoratori che sono diventati i principali clienti dell’Usl: alcuni lavorano con i tranquillanti sul banco e dove mancano gli strumenti di lavoro se li portano da casa. Il reparto più esposto è la finitura. Attenzione che questa è una bomba a orologeria».

Altra questione su cui Cgil e Uil vogliono vederci più chiaro è l’accordo Luxottica-Essilor. «Cosa sarà di questo matrimonio? – si chiede Dell’Atti – non ne sappiamo niente. Quale è il futuro del Made in Italy? C’è e qual è il piano industriale? Cosa ne sarà dello stabilimento di Agordo e di quelli bellunesi? Cosa comporterà per la mia generazione e per i tanti giovani inseriti nell’arco dell’ultimo biennio?». «Che cambiamenti porterà nell’organizzazione?», aggiunge Bez.

Tutte e tre le sigle mettono sul tavolo anche il problema della mobilità: trasporti e parcheggi. Infine Cisl è convinta che si debba affrontare anche il tema dei servizi per l’infanzia. «Abbiamo una grande quantità di lavoratrici che chiedono più attenzione – dice Chissalè – ci sono casi in cui la mamma arriva al lavoro, parcheggia l’auto con dentro il figlio ed entra in fabbrica. Quando inizia lei finisce il papà che esce e va a recuperare l’auto e il figlio».


 

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