Nuova Veneto Strade «Per il Bellunese risparmi e garanzie»

Ne è convinto il presidente provinciale Padrin. L’assessore De Berti: «Il territorio pagherà meno, posti di lavoro sicuri»

BELLUNO. «Questo è il primo passaggio che contribuisce a dare certezza nel futuro e sulla manutenzione delle strade bellunesi, oltre che garantire un risparmio economico alla Provincia».

È soddisfatto il presidente di palazzo Piloni, Roberto Padrin alla notizia che la Regione Veneto ha firmato con Anas l’accordo programmatico e il protocollo di intesa per migliorare le infrastrutture. «Avere Anas in Veneto Strade è per noi una garanzia di sicurezza e dimostra che la scelta, seppur sofferta, che abbiamo fatto di vendere parte delle nostre quote societarie, è stata positiva perché ci garantisce anche investimenti infrastrutturali. Per quanto riguarda la provincia di Belluno, quindi, siamo di fronte ad un passaggio storico importante».


Le quote. Con la firma dell’accordo si danno gambe al progetto di far entrare Anas in Veneto Strade con il 51% delle quote, lasciando alla Regione il 37% e alle province di Padova, Treviso e Venezia il 3,6% e l’1% a Belluno. Praticamente in consiglio di amministrazione ad avere voce in capitolo saranno soltanto l’azienda nazionale e palazzo Balbi: «Nessun’altra provincia avrà un rappresentante, quindi bene ha fatto la provincia di Belluno a vendere parte delle sue quote intascando qualche soldo, visto che comunque non sarà rappresentata nel Cda», commenta l’assessore veneto ai trasporti, Elisa De Berti. La quale spiega che «soltanto quando sarà siglato dal ministero dei Trasporti l’accordo che ristatalizza le strade, previsto per la fine di giugno, si potranno conoscere quelle che rimarranno in carico al Bellunese. Anche se indicativamente si può dire che Belluno si dovrà occupare delle ex storiche».

E sul chilometraggio si potrà calcolare, quindi, anche l’importo che Belluno dovrà pagare a Veneto Strade. Importo che sicuramente sarà inferiore ai 15 milioni che deve pagare oggi, secondo il contratto di servizio.

I contratti di servizio. Veneto Strade, dal canto suo, dovrà gestire le strade venete secondo tre contratti di servizio: uno con Anas per le strade statali (circa 700 km) e in questo caso l’azienda nazionale pagherà 30 mila euro a km per un totale di 21 milioni di euro; c’è poi il contratto con la Regione per le strade regionali pari ad altri 700 km e poi quello col Bellunese per circa 400 km. Per questi due ultimi enti il costo a km «sarà inferiore a quello pagato da Anas», sottolinea De Berti.

Posti di lavoro garantiti. Questo passaggio di proprietà non comporterà problemi per il personale dipendente, come assicura lo stesso amministratore delegato della società, Silvano Vernizzi. «Per i 150 dipendenti non ci saranno problemi, perché rimarranno in capo a Veneto Strade con il contratto di Anas», rassicura. Ma da parte della Filt Cgil si chiede di mettere queste rassicurazioni per iscritto. «Chiederemo al più presto un incontro», anticipa Alessandra Fontana, segretaria provinciale della Filt, «per discutere con i nuovi proprietari. Chiederemo che venga messo nero su bianco che il servizio di manutenzione anche ordinario resti in capo a Veneto Strade, che sia garantita appieno l’occupazione e che venga applicato, come ora, il contratto di Anas».

Quanto pagherà Belluno. «Quest’anno sicuramente la somma che dovrà pagare sarà molto vicina ai 15 milioni di euro dovuti da contratto, anche se il conteggio si farà quando ci sarà il passaggio effettivo, che potrebbe avvenire verso la fine dell’autunno. Mentre dal prossimo anno la somma sarà inferiore ai 10 milioni», precisa Vernizzi.

«Siamo riusciti a portare a casa un progetto che va a vantaggio anche del Bellunese che potrà avere garanzie sulla manutenzione. Anas dovrà quindi interloquire con la Regione per agire e questo è importante», conclude De Berti.

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