Capriolo sbranato in centro ad Arabba

Operatori turistici preoccupati per l’arrivo del lupo fino al parco giochi. Roncat (Aft): «Non è una bella pubblicità»

LIVINALLONGO. Un capriolo è stato sbranato dal lupo in mezzo al parco giochi di Arabba. Un episodio che ha scatenato la preoccupazione degli operatori turistici: «Pessima pubblicità».

A trovare la carcassa a brandelli di un piccolo capriolo sono stati tre bambini di Arabba che ieri, nonostante la neve, avevano scelto di giocare nel parco giochi di Arabba che si trova nel centro del paese, proprio dietro la chiesa e vicino a due alberghi.


Fatta la macabra scoperta dei resti del capriolo abbandonati sulla neve a pochi passi dai giochi sono corsi subito ad avvertire qualche adulto.

Tra i primi a recarsi sul posto Manuel Roncat, presidente dell’Associazione turistica Arabba Fodom turismo ed albergatore, che ha la sua attività proprio a due passi dal parco giochi.

«Ho subito avvertito il sindaco, il comandante della stazione dei carabinieri ed il presidente della Riserva di caccia», racconta Roncat.

Difficile stabilire quando il lupo possa aver sbranato il piccolo capriolo, anche se l’attacco è avvenuto in pieno centro del paese. I casi fin qui segnalati erano, anche se preoccupanti tanto da sollevare non poche proteste, erano comunque avvenuti in prati ai margini di qualche frazione.

Ora il predatore (ce ne sono almeno una dozzina in valle) sembra diventare sempre più spavaldo tanto da arrivare a pasteggiare tranquillamente anche in mezzo ad una località in questi giorni affollata di turisti.

«Sono in piedi fino a tardi la sera e faccio caso ad ogni movimento dopo gli ultimi furti avvenuti in Val Badia», racconta Roncat. «Ma onestamente non posso dire di aver sentito niente. Purtroppo in questi giorni ha nevicato ed è difficile dire se il capriolo è stato sbranato nel parco giochi o se il lupo lo ha trascinato fin lì. C’è la carcassa e tanto pelo intorno. Forse gli esperti potranno capirne di più».

Un fatto che ora comincia evidentemente a preoccupare anche gli operatori turistici. «Non è certo una bella pubblicità», dice l’albergatore. «Ieri c’erano anche turisti con i loro bambini che passeggiavano nel parco giochi. Abbiamo creato un anello in mezzo al bosco vicino agli impianti del Portavescovo dove si può fare una passeggiata di un’oretta. Chi si fiderà più ora a percorrerla? Non è accettabile che succeda questo in una località turistica che conta 370 mila presenze all’anno».

«Quello che mi preoccupa di più», continua Roncat, «è il fatto che nessuno prende provvedimenti. Sembra che il lupo si intoccabile».

«Ma se è vero che il bosco è il suo habitat», continua con una vena di ironia il presidente di Aft, «vorrei che qualcuno delle istituzioni spiegasse al lupo che i paesi e le piste sono il nostro habitat».

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