Al comando dell’Arma e di 100 uomini

Emanuela Cervellera dirige la compagnia dei Carabinieri di Belluno: «Non ci sono mai stati momenti di difficoltà»

BELLUNO. Una vita tra la famiglia e la sicurezza dei cittadini. Il comandante della Compagnia Carabinieri di Belluno, Emanuela Cervellera, è entrata a far parte dell’Arma quattordici anni fa, quando ne aveva diciannove. Una scelta coraggiosa per una ragazza che ha affrontato un ambito lavorativo storicamente maschile, ma che in famiglia aveva già trovato gli esempi giusti per poter dimostrare di non essere da meno dei propri colleghi maschi. Oggi il comandante Cervellera festeggia, oltre alla festa della donna, anche il suo compleanno; un segno del destino, forse, per una persona che rappresenta un esempio della tenacia femminile valido per tutte le ragazze che vogliono intraprendere la sua stessa carriera.

«A diciott’anni mi sono iscritta all’accademia militare di Modena», spiega Cervellera. «Nessuno nella mia famiglia aveva mai fatto parte dei Carabinieri, però le mie zie erano state le prime donne in Italia a partecipare al primo concorso della Polizia di Stato aperto alle donne negli anni ’80. Un altro corpo, ma la stessa tenacia che ci ho messo io in seguito. Il concorso per l’Arma dei Carabinieri lo ho vinto già l’anno successivo e, nonostante non fosse il primo aperto alle donne, eravamo solo tre ragazze contro 55 uomini».


L’essere una delle poche donne non ha mai spaventato Emanuela Cervellera che, anche dopo il periodo iniziale di formazione, è sempre stata in assoluta minoranza di genere nel suo lavoro. Nella sua già attivissima carriera ha comandato centinaia di colleghi uomini e, assicura, non ci sono mai stati momenti di difficoltà legati alla differenza di genere: «A Vasto ho avuto il mio primo incarico ufficiale al comando di una trentina di uomini. Mi piace lavorare con loro perché sono più schietti e a volte meno complicati delle donne nei rapporti umani. Penso che le nuove generazioni siano molto più abituate a lavorare con colleghe donne rispetto al passato».

Arrivata a Belluno nel 2017, Emanuela Cervellera ha trovato una situazione diversa rispetto agli altri incarichi che ha avuto in Italia: «Al Comando ci sono cinque donne, una percentuale ancora bassa visto che gli uomini sono circa un centinaio, però con le colleghe si possono affrontare più facilmente casi particolari come le violenze sulle donne. Spesso per una vittima è fondamentale poter parlare con un’altra donna, stessa cosa vale per i bambini che si fanno avvicinare e parlano più volentieri se la divisa la porta una donna».

La grande passione del Comandante per il suo lavoro, però, a volte entra in contrasto con la vita privata: «In 14 anni è successo di tutto, e purtroppo è capitato, come per il terremoto ad Amatrice e ad Accumuli, che vedessi poco la mia famiglia; penso che il dover trovare un equilibrio tra vita privata e professione sia un sacrificio un po’ più grande per le donne, ma il mio, più che un semplice lavoro, è una missione, e sono fiera di poterla portare avanti».



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