Frane sui sentieri verso il Bianchet il Cai conta i danni

I volontari sono pronti a intervenire dove sarà necessario Domani l’assemblea con l’approvazione dei bilanci

BELLUNO. Frane lungo la strada che porta al rifugio Bianchet. Ma non è escluso che schianti di alberi e smottamenti possano essersi verificati anche in altre località e sentieri. Per la sezione di Belluno del Cai è momento di bilanci: non solo quelli consuntivo e preventivo che verranno discussi venerdì durante l’assemblea generale ordinaria, ma anche dei danni, creati dalle precipitazioni invernali, a cui ci si potrà trovare davanti al momento del disgelo.

«Saremo impegnati in diversi sopralluoghi», precisa Sergio Chiappin, presidente della sezione, che ha raggiunto i 1.489 iscritti. «Per quanto riguarda i movimento franosi verso il Bianchet, stiamo valutando come muoverci insieme a Carabinieri Forestali, Comune di Sedico, Unione montana e Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. L’anno scorso, inoltre, si era verificata qualche frana, ripristinata dai nostri volontari, anche lungo il sentiero che porta al 7° Alpini. Non appena si sarà sciolta la neve potremo capire se il problema si è presentato anche quest’anno e poi decideremo come muoverci. Ci occupiamo di una rete di 90 km di sentieri ed è molto impegnativo».


L’obiettivo, ovviamente, è risolvere il prima possibile tutte le situazioni critiche, affinché sentieri e rifugi siano percorribili e utilizzabili nelle stagioni primaverile ed estiva. «Gli interventi richiedono anche risorse», continua Chiappin. «Una buona notizia è data dal fatto che dal 2015, quando con la modifica del nostro statuto la sezione ha conseguito la personalità giuridica di diritto privato, possiamo introitare direttamente il 5 per mille - sostentamento importante per portare avanti diverse attività - che fino a prima doveva essere versato alla sede centrale del Cai».

Chiappin illustra poi le manutenzioni eseguite sui rifugi di proprietà della sezione: Bianchet, Tissi e 7° Alpini. «I costi sono stati importanti e andremo a coprirli negli anni», fa sapere, «ma i lavori ci hanno permesso di adeguare le strutture alle più recenti normative, comprese quelle antincendio». Al 7° Alpini è stata sostituita la termo cucina e installata una nuova cucina a gas. Ottimizzato anche l’impianto elettrico e create le uscite di sicurezza. «È stata realizzata una via d’esodo pure al Tissi», prosegue Chiappin, «e in tutte e tre le strutture sono state installate lampade antipanico».

«Lo scorso anno, a causa delle poche precipitazioni, i rifugi avevano segnalato scarsità d’acqua», continua. «L’ultima stagione è andata meglio, ma si tratterà di capire che interventi fare per evitare problemi nel caso di stagioni siccitose».

Intanto all’assemblea di venerdì - convocata alle 20.30 nella sala parrocchiale di Cavarzano - prima del resoconto dei bilanci consuntivi e preventivi e dopo il conferimento di speciali distintivi ai soci venticinquennali e cinquantennali, sarà dato spazio alle relazioni delle Commissioni.

La stagione invernale, grazie alle nevicate abbondanti, consente lo svolgimento, accanto al 60° corso base di sci alpinismo, anche del 61° corso avanzato. La sezione è stata propositiva pure in campo culturale, grazie all’impegno della Commissione Tam (Tutela ambiente montano).

La rassegna “Tracce della Grande Guerra”, dal canto suo, ha offerto occasioni per scoprire aspetti poco presenti nei libri di storia. «Continua inoltre il coinvolgimento delle nuove generazioni», conclude Chiappin, «pensiamo solo ai corsi di formazione sulla sicurezza proposti alle scuole».

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