Zaia: entro il 31 marzo la nostra proposta al Coni

Il governatore incontrerà la prossima settimana Trento e Bolzano: «Non ci sarà consumo di territorio e in questo modo spero di convincerli»

LONGARONE. La sindaca di Torino, Appendino ha mandato al presidente del Coni Malagò la lettera d’interesse per la candidatura della città di Torino per le Olimpiadi invernali del 2026. Un atto annunciato, entro il 31 marzo, ma che la sindaca ha deciso di anticipare rispetto alla pronuncia del consiglio comunale attesa per lunedì. «Nessun problema», mette le mani avanti Luca Zaia, presidente della Regione, all’inaugurazione di “Agrimont”, a Longarone. «La giunta regionale formalizzerà al Coni una proposta di candidatura».

Quando lo farete?


«Entro il 31 marzo, che è la deadline. Voglio incontrare i colleghi Ugo Rossi, presidente della Provincia di Trento, e Arno Kompatscher, presidente della Provincia di Bolzano, per acquisire la loro disponibilità. Mi incontrerò con loro la prossima settimana».

Riuscirà a convincerli?

«Condivido le loro perplessità rispetto all’impatto ambientale. Ma i Giochi a cui aspiriamo non avranno nemmeno un metro di cemento in più. Il consumo di territorio sarà pari a zero».

Gli impianti ci sono, è vero, mancherebbe solo la pista di bob. Ma bisogna realizzare il villaggio olimpico.

«Non ci manca neppure quello. Ho delle idee, al riguardo. Abbiamo il territorio che è il più bello al mondo, non possiamo permetterci neppure la più piccola manomissione. Proprio per questo candidiamo il patrimonio dell’umanità come sede dei Giochi olimpici 2026, a 70 anni dalla prima volta che è arrivata a Cortina. Veneto, Bolzano e Trento hanno già dimostrato che quando organizzano qualcosa lo fanno bene».

Kompatscher ha lasciato le porte socchiuse. Lei è convinto di riuscire a spalancarle?

«Io ho apprezzato la disponibilità di Kompatscher per gli impianti, capisco le sue perplessità in tema di impatto ambientale. Ho parlato sia con lui che con Rossi, ci sono degli aspetti da chiarire, lo faremo rapidamente e approfonditamente. Il Veneto, però, non lascerà passare invano la scadenza del 31 marzo senza aver presentato la candidatura».

Quindi lei andrà avanti a prescindere dalla chiarificazione con Trento e Bolzano, che probabilmente avrà tempi più lunghi.

«Intanto andiamo avanti noi…».

Considerando che Torino si è già prenotata, a prescindere, con il Coni.

«Attenzione, noi non presentiamo la candidatura contro qualcuno, Torino o Milano, ma per le Dolomiti. E questa candidatura la vorrei presentare in maniera corposa con le altre due realtà, se così non fosse possibile, noi un piede dentro il Coni ce lo mettiamo e chiediamo che sia valutata la nostra proposta che poi andremo ad istruire, ad argomentare e magari anche a migliorare ed implementare con il proseguo dell’iter».

Finanche col Friuli Venezia Giulia, dal momento che pure Udine e Pordenone fanno parte delle Dolomiti Unesco?

«Vedremo».

C’è qualche perplessità, ma finora nessuna opposizione.

«Nessuno in Veneto si deve tirare indietro. Io penso, comunque, che il dibattito è sano ed è il sale della democrazia, il pessimismo è la devastazione per non fare mai niente. Se io avessi dovuto ascoltare certo pessimismo avrei già tutti gli ospedali chiusi».

Cosa fa la Regione per l’agricoltura di montagna?

«Noi ci dedichiamo ad esempio a stanziare, in questo momento, già 120 milioni di euro all’agricoltura partendo dai fondi dello sviluppo rurale, piano che è l’unico platfond importante per l’agricoltura e di questo il 35% lo dedichiamo all’agricoltura di montagna e mi creda che l’agricoltura di montagna non rappresenta il 35% dell’agricoltura veneta, però è giusto riconoscere lo sforzo e il ruolo che l’agricoltura di montagna ha».

Per quanto riguarda i Mondiali di Cortina 2021 c’è il rischio che saltino le varianti di Zuel, San Vito, Valle e Tai.

«Per i tempi troppo lunghi della procedura ministeriale. Ben 7 mesi ci vogliono per avere un parere della Commissione tecnica ambientale sul progetto per San Vito. E siamo ancora in attesa della’Via’. Il rischio che queste opere vadano oltre l’evento sportivo è molto concreto. Ma il Veneto non si rassegna” .

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