Zaia: «Non daremo mai i ladini all’Alto Adige»

La Svp presenta un decreto legge per avere Cortina, Colle e Livinallongo Il governatore veneto rilancia la battaglia: «Passiamo tutti con loro»

BELLUNO. Un nuovo “caso Sappada” in Parlamento. Dopo il distacco del comune Plodn in Friuli, il timore era che si innescasse una reazione a catena, provocando l’addio di tutti i comuni veneti dove si è celebrato con esito positivo il referendum per cambiare Regione. Ora quel rischio diventa concreto, dopo che il neo senatore Meinhard Durnwalder, nipote dell’ex presidente altoatesino Luis, ha fatto il suo esordio a Palazzo Madama presentando un disegno di legge costituzionale per il “Distacco dei comuni di Cortina d’Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia dalla regione Veneto e loro aggregazione alla regione autonoma Trentino-Alto Adice/Sudtirol, ai sensi dell’articolo 132, secondo comma, della Costituzione”.

Il testo, firmato da tre esponenti dell’Svp, ha spiazzato tutti, anche perché il blitz che ha portato Sappada in Friuli brucia ancora a molti, a partire dalla Regione Veneto che in quelle settimane si è vista snobbata nel suo estremo tentativo di riaprire la riflessione politica sui comuni referendari.


Presidente Zaia, cosa ne pensa dell’iniziativa del senatore altoatesino?

«È una provocazione inutile e mai accetteremo una cosa del genere», tuona il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia. «La soluzione, la risposta ai Comuni referendari, non è sfilare alla nostra Regione un comune al giorno, ma riconoscere e dare vita all’autonomia del Veneto».

L’addio di Sappada è arrivato quasi all’improvviso. Come si può evitare che succeda di nuovo?

«Io mi batterò sempre perché l’autonomia di Bolzano sia tutelata, ma l’iniziativa del senatore Durnwalder non va esattamente nella direzione dei rapporti di buon vicinato. A volte ho avuto l’impressione che Roma ci godesse nell’assistere alla guerra tra Regioni, perché incursioni di questo tipo sono cicliche. Allora, visto che si chiedono continuamente modifiche ai confini del Veneto, io direi che possiamo dare uno sbocco al mare a Bolzano, annettendo direttamente tutto il Veneto all’Alto Adige».

Sappada se n’è andata subito dopo che la Regione Veneto aveva finanziato il passaggio del Giro d’Italia. Sarebbe il colmo se Cortina cambiasse Regione proprio mentre vi state impegnando per portare le Olimpiadi sulle Dolomiti?

«I problemi di una comunità non si risolvono con distacchi e annessioni. Il Veneto è una regione con 5 milioni di abitanti che si sono espressi con un referendum per l’autonomia e meritano di essere ascoltati e messi nelle stesse condizioni di chi vive nei territorio vicini. Cortina e gli altri comuni referendari vedono l’Eden al di là dello steccato. Io ho rispetto per le idee di tutti, ma sono l’amministratore delegato del Veneto e quindi è ovvio che considero impresentabili iniziative del genere, che considero azioni nostalgiche. Credo anche che non giovino per nulla alla Provincia autonoma di Bolzano».

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