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«Il passaggio dei ladini non è la nostra priorità»

Il senatore Durnwalder spiega perché ha ripresentato il ddl per l’annessione di Cortina, Livinallongo e Colle a Bolzano: «Un gesto di attenzione e solidarietà»

di Irene Aliprandi
1 minuto di lettura

BELLUNO. «Tranquilli, veniamo in pace». A meno di una settimana dal suo debutto in Senato, l’altoatesino Meinhard Durnwalder ha già i riflettori di tutto il Veneto puntati addosso. Lui, però, assicura che non era sua intenzione scatenare le preoccupazioni dei vicini.

Senatore, perché ha presentato un disegno di legge per l’annessione dei comuni bellunesi ladini a Bolzano?

«Ho solo riproposto i ddl dei miei predecessori. Si tratta di 38 provvedimenti che non sono mai stati sviluppati e tra questi c’è anche quello sui comuni ladini referendari. Io e gli altri colleghi dell’Svp li abbiamo depositati tutti nei giorni scorsi. Ma vi assicuro che non era mia intenzione accelerare l’iter per il passaggio o creare dissapori con gli altri parlamentari bellunesi».

Cosa rappresenta per lei quel disegno di legge costituzionale?

«È un segnale di attenzione, di solidarietà e simpatia nei confronti della comunità ladina bellunese, che stimo e che tutti noi vorremmo aiutare. Cortina, Livinallongo e Colle Santa Lucia fanno parte di una minoranza linguistica che condivide con noi altoatesini una storia millenaria, anche se siamo separati da molto tempo. Sarebbe stato un brutto gesto se non avessimo fatto nulla».

L’annessione dei tre comuni rappresenta una priorità per l’Svp e per la Provincia autonoma di Bolzano?

«No, assolutamente. Le nostre attenzioni principali sono rivolte altrove. Giusto per citarne una, a ottobre ci saranno le elezioni provinciali che da noi hanno un peso enorme. Inoltre l’art. 132 prevede un iter ben determinato e complesso, al quale mancano diversi passaggi, compresa l’iniziativa del consiglio regionale. Direi che non c’è nulla di imminente».

Secondo lei ci sono delle alternative?

«Ho voluto dimostrare la mia solidarietà alla minoranza linguistica ladina perché la sento vicina e credo che il Parlamento debba dare più attenzione a questi territori. Ma ci sono passi più importanti da fare prima di pensare al distacco dal Veneto. La vostra Regione sta lavorando per ottenere l’autonomia, so che la vostra Provincia è coinvolta e punta a grandi cambiamenti, ma ci sono anche cose più concrete che si stanno già facendo e che funzionano. Penso al Fondo per i Comuni di confine, che concede ampi spazi di manovra ai comuni bellunesi. Credo che dovremmo concentrarci in quella direzione».

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