Fioccano le multe stangati i furbetti dell’immondizia

Elevati 55 verbali per un totale che sfiora i cinquemila euro I cassonetti più presi di mira sono al cimitero e in Culiada

FELTRE. 66 controlli sui rifiuti e 55 verbali per un totale di quasi 5 mila euro di sanzioni nell’ultimo anno (per la precisione 4 mila 877 euro). Fioccano le multe per chi fa il furbetto e il Comune intende potenziare la vigilanza per intensificare la lotta contro chi scarica l’immondizia senza riguardo, tra abbandoni a terra e inquinamento della differenziata con materiale non conforme. Con gli operatori-detective che ispezionano il contenuto dei sacchetti nel combinato disposto tra i controlli degli addetti della nettezza urbana, il servizio dei Vigili e la videosorveglianza, l’obiettivo è porre un freno ai cattivi comportamenti.

Comune più rigoroso nei confronti di chi sgarra e linea dura contro gli indisciplinati, quindi, con la politica della tolleranza zero, per cui chi viene beccato a fare il furbo, paga. Se nell’ottica del buon senso il regolamento prevede la semplice diffida per chi conferisce un materiale nel cassonetto sbagliato in buona fede, dall’altra parte c’è la recidiva che moltiplica l’importo per il numero di volte in cui è ripetuta la violazione nell’arco di un anno dalla prima infrazione. Può scattare anche la sequenza di più multe insieme, come la triplice sanzione per migrazione dei rifiuti da un altro Comune, abbandono a terra nelle piazzole ecologiche e conferimento nei contenitori della raccolta differenziata di rifiuti non conformi (per esempio il secco buttato dentro la plastica).


C’è anche qualcuno che ogni tanto prende il sacchetto dell’immondizia di casa e lo porta nei cestini stradali. «I controlli li facciamo sia fisicamente con il personale, sia grazie agli apparati tecnologici della videosorveglianza con alcune postazioni stabili e altre mobili che facciamo girare tra le isole ecologiche», dice l’assessore alla raccolta differenziata Adis Zatta, che non si ferma: «Potenzieremo la rete». Due piazzole che hanno richiesto una sorveglianza fissa sono quella dietro il cimitero e quella della Culiada, in un punto molto trafficato. In entrambi i casi sono state montate telecamere che da lì non si muovono.

Nella direzione di evitare la migrazione di rifiuti da altri Comuni va poi la decisione di avviare da giugno – questo l’obiettivo – la chiusura di cinquanta cassonetti stradali della carta e altrettanti della plastica nelle zone di maggior criticità, dove ancora troppo spesso viene buttato materiale che non c’entra niente. L’adozione di un sistema di apertura elettronica simile a quello dei contenitori del secco (senza costi aggiuntivi per i cittadini, è bene ricordarlo), consentirà i conferimenti solo ai Feltrini.

Raffaele Scottini

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