Baldo: «Il modello “La Via” è valido solo per Belluno»

SEDICO. La Federsolidarietà Confcooperative difende il modello Treviso nella gestione degli avviati obbligatori e risponde all’allarme lanciato dal presidente della cooperativa La Via di Agordo e del...

SEDICO. La Federsolidarietà Confcooperative difende il modello Treviso nella gestione degli avviati obbligatori e risponde all’allarme lanciato dal presidente della cooperativa La Via di Agordo e del relativo stabilimento di Sedico sul rischio di non veder riconosciuto il lavoro fatto nel Bellunese nel campo della formazione e dell’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati.

«Comprendiamo come siano particolari le condizioni della cooperativa La Via», spiega Roberto Baldo di Federsolidarietà Confcooperative Veneto, «allo stesso tempo, concordiamo che quel modello, nato in un contesto specifico, con un diverso tessuto di cooperative sociali attive nell’industria, nei servizi e nel commercio, che nelle altre province venete è più capillare e numeroso, non sia replicabile altrove».


Il punto in discussione sono gli affidamenti di commesse riguardanti l’assunzione obbligatoria: ogni azienda sopra i 50 dipendenti ha l’obbligo di assumere il 7% di lavoratori con disabilità. Se non è in grado di gestirli, può ricorrere a due ulteriori opzioni: pagare sanzioni ed esoneri o affidarli a una cooperativa sociale. In quest’ultimo caso, l’azienda assegna alla coop commesse di lavoro che dovrebbero permettere di sostenere un inserimento lavorativo. Il costo sostenuto dalle aziende, perciò, non è un contributo a fondo perduto né un’imposta, ma corrisponde al pagamento di una commessa di lavoro che sarebbe comunque un costo che l’azienda dovrebbe sostenere. Un meccanismo complesso che viene usato con cautela da tutti gli attori in campo, ma che allo stesso tempo consente di convertire l’assistenzialismo in impresa, e far diventare gli assistiti dei veri e propri lavoratori contribuenti.

«Sarà importante cercare di rispettare le molte esperienze che sono nate nei territori in questi 10 anni di sperimentazione», spiegano da Confcooperative, «in particolare sarà necessario salvaguardare il modello in essere a Treviso che, rispetto all’attuazione dell’art. 14, si è dimostrato di gran lunga il più efficace a livello regionale. La cooperativa La Via propone la definizione di valori economici inferiori rispetto a quelli in essere a Treviso. Peraltro Confcooperative di Belluno ha preso le distanze dalla posizione de La Via aderendo a soluzioni di mediazione che possano garantire la salvaguardia anche del modello di altri territori».(f.r.)

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