Bando per gli alberghi c’è una soluzione in vista

L’assessore regionale Caner suggerisce di modificare lo Statuto della Dmo o di far entrare le Unioni montane nell’organismo che gestisce il turismo 

BELLUNO. Al bando regionale per ammodernare gli alberghi potranno partecipare solo i Comuni soci della Dmo, ma il problema è risolvibile: per esempio facendo entrare le Unioni montane nell’organismo che si occupa di gestire il turismo in provincia. Si può anche modificare lo Statuto della Dmo, ma l’operazione richiederà tempi più lunghi perché tutti i soci devono fare un passaggio in consiglio comunale. A rassicurare i sindaci dei Comuni che sarebbero esclusi dalla partecipazione al bando per la sistemazione delle strutture ricettive è l’assessore regionale al turismo Federico Caner. «Proprio ieri (giovedì, ndr) si è svolta una riunione del Comitato di sorveglianza dei fondi Por-Fesr (europei), nella quale abbiamo proposto alcune modifiche che sono state accettate».

Per esempio la possibilità, per le Unioni montane, di entrare nella Dmo e di poter quindi beneficiare dei fondi messi a disposizione dal bando che sta per uscire per le strutture ricettive. «Con questa modifica il 90% del territorio bellunese non avrà problemi a partecipare al bando», continua Caner.


A dare la notizia ai colleghi era stato il vicepresidente della Dmo Gherardo Manaigo. Una brutta notizia, perché solo le imprese di quattordici comuni bellunesi, allo stato attuale, potranno partecipare al bando. Il quale è stato limitato ai soli soci della Dmo perché così ha voluto l’Europa: «I bandi usciti negli anni scorsi erano finanziati con risorse interamente regionali», precisa Caner. «Questo invece è a valere su fondi europei e l’Europa ha messo criteri che non possiamo modificare, anche se noi come Regione mettiamo un cofinanziamento». Quindi solo le strutture ricettive che operano nei territori dei Comuni soci della Dmo potranno richiedere finanziamenti. Il criterio dell’altimetria, precisa ancora Caner, varrà solo ai fini del punteggio: più alto sarà l’albergo che parteciperà al bando, più punti riceverà (e quindi avrà maggior possibilità di vedersi finanziato l’intervento di ammodernamento). Ma tutti gli alberghi potranno partecipare.

Il criterio delle 75 mila presenze turistiche, necessario per fare parte della Dmo, lo ha invece scelto il gruppo provinciale che ha lavorato alla costituzione dell’organismo. Una scelta politica, che la Regione aveva consigliato di non fare per non mettere un vincolo così stringente, ma che i bellunesi hanno perseguito per rendere più snella l’assemblea della Dmo e composta solo da quei Comuni effettivamente turistici. Dal lotto sono però rimaste fuori realtà come Pieve di Cadore, i comuni del Feltrino (tranne Feltre), il Comelico. «Quel criterio però si può modificare: basta cambiare lo Statuto della Dmo», aggiunge Caner. «Oppure le Unioni montane possono chiedere di entrare a far parte della Dmo».

I soci della Dmo nel frattempo hanno già iniziato a muoversi: «L’obiettivo è permettere l’ingresso nell’organismo ai Comuni che intendono farne parte», spiega Leandro Grones, sindaco di Livinallongo. «Stiamo già lavorando sulla quota da far pagare e sul discorso delle maggioranze nell’assemblea».

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