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Schiara 1993, la squadra dei cento gol

Una bella cavalcata per i ragazzi di Febo Roni. «I festeggiamenti contagiarono tutta Tisoi, nessuno andò il lunedì a lavorare»

di Nicola Pasuch
1 minuto di lettura

BELLUNO. Verrà probabilmente ricordata come la squadra che sfondò quota cento reti realizzate nel corso della stagione, lo Schiara che nel 1993 conquistò la promozione in Seconda categoria e vinse anche il titolo provinciale di Terza.

La promozione arrivò grazie alla roboante vittoria ottenuta all’ultima giornata di campionato contro il Piave Tegorzo. I gialloneri si imposero per 7-1 e chiusero al comando del girone A di Terza categoria con 45 punti. L’Alpago di mister Roldo (che di lì a poco sarebbe passato ad allenare proprio lo Schiara), secondo, si fermò a quota 44. A guidare lo Schiara in quegli anni c’era mister Fabio “Febo” Roni.



«Ero arrivato a metà della stagione 1990-1991 – ricorda l’esperto allenatore bellunese – e siamo ripartiti da zero: ho preso in mano i ragazzi degli Juniores e anche degli Allievi, li ho portati in prima squadra e nel giro di breve tempo, con questi ragazzi e naturalmente con due o tre veterani, siamo riusciti ad ottenere una promozione in Seconda categoria che all’epoca per lo Schiara era un risultato storico. Il bello di quella squadra è che erano tutti ragazzi del paese, anche perché all’epoca soldi non ne giravano. Ho cercato di dare un’impronta di serietà e impegno a quella squadra e, infatti, i ragazzi si dimostrarono responsabili ed erano sempre presenti agli allenamenti».

I gialloneri vinsero anche la finale di Terza categoria contro il Comelico che, a sua volta, aveva ottenuto il primo posto in campionato, ma nel girone B. Il doppio confronto con i comeliani vide prevalere per due volte l’undici di mister Roni (3-2 all’andata in casa, 3-1 al ritorno in trasferta grazie ad una tripletta di Fontanive).

«Quell’anno in Terza categoria – sottolinea il tecnico di quella promozione, mister Roni – c’erano fior fior di squadre. Penso ad esempio al Limana, all’Alpago, al Codissago. Siamo riusciti a vincere quel campionato, anche con un po’ di fortuna, con una squadra che comunque aveva delle qualità importanti. Il segreto era sempre cercare di segnare un gol più degli avversari. Quell’anno abbiamo segnato oltre cento gol, credo centosette o addirittura centonove, anche se ne abbiamo pure subiti parecchi. Ricordo in particolare che c’era un giocatore in squadra, Fontanive, molto estroso e ricco di fantasia, che ad esempio segnò tre reti nella finale di ritorno con il Comelico».

I festeggiamenti per la promozione in Seconda categoria, allora, contagiarono tutto il paese…

«Giorno e notte – conclude Febo Roni – festeggiammo per tutto il paese e non solo. C’era gente che dimenticò le borse in campo e negli spogliatoi e che tornò a riprendersele soltanto la mattina successiva. In pochi, insomma, il giorno dopo, andarono a lavorare…».

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