Chiusa anche la strada per il “Bianchet”

Chiappin: «Bisogna riunirci per capire come muoverci». Il sindaco Deon: «Pronti a collaborare»

BELLUNO. «Al più presto un tavolo per definire gli interventi da eseguire lungo la strada che porta al rifugio Bianchet». Le conseguenze della stagione invernale da poco terminata si fanno sentire anche sul percorso che conduce alla struttura collocata nella parte superiore della Val Vescovà, nella verdeggiante radura del Pian de i Gat. E Chiappin auspica che una soluzione venga trovata in tempi brevi.

Del fronte franoso lungo la strada per arrivare al Bianchet il Cai ha parlato anche più di un mese fa nel corso della sua assemblea generale ordinaria. «La questione è ancora aperta», dice Chiappin. «Spero vivamente che presto venga convocata una riunione per stabilire come avviare l’opera di ripristino. Ci troviamo all’interno del Parco e la strada è in carico al demanio, che dovrà mobilitarsi per dare la possibilità ai frequentatori dell’Alta Via e della Monaco-Venezia di transitare lungo questo tragitto».


La strada è chiusa per motivi di sicurezza e per garantire la riapertura sarà necessario provvedere allo sgombero di tutto il materiale e a consolidamenti nell’area a monte, per scongiurare situazioni di pericolo. «Bisogna procedere il prima possibile», aggiunge Chiappin, «in quanto il blocco del sentiero va a creare parecchi danni al turismo. Non possiamo permetterci di passare un’estate senza che il tragitto sia praticabile».

A manifestare una certa preoccupazione è Stefano Deon, sindaco di Sedico, comune all’interno del quale si colloca il Bianchet. «L’area, come risaputo, è molto fragile e alla fine di ogni inverno bisogna fare i conti con i danni», commenta. «Questa volta, però, è andata peggio del solito e si rendono necessari interventi più corposi. Ad auspicare in una rapida riapertura è ovviamente il gestore del rifugio, ma anche Comune e Unione Montana Valbelluna, in un’ottica di promozione turistica del territorio, oltre che il Parco e i Carabinieri Forestali».

Deon, consigliere dell’Unione, sottolinea che l’ente potrebbe mettere a disposizione le maestranze per i lavori. «Come Comune garantiamo il nostro aiuto nel ricercare le risorse necessarie». L’importo economico delle opere non è stato ancora quantificato, ma è già partita la ricerca di eventuali disponibilità. «Anche per definire questi aspetti è necessario convocare al più presto un tavolo», ribadisce Chiappin. «Quel che possiamo ipotizzare è che servirà l’intervento di più enti».(m.r.)

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