Cortina: Alverà al sicuro con tre milioni di euro

Da realizzare cinque briglie di contenimento, oltre alla sistemazione dell’alveo del Bigontina: il via ai lavori nel 2019

CORTINA. Cinque briglie filtranti e altre opere di consolidamento dell’alveo per la messa in sicurezza delle infrastrutture viarie e dell’abitato di Alverà, a Cortina d’Ampezzo. Ci sono voluti diversi mesi di analisi approfondite, ma ora il progetto è pronto. Lo ha presentato Gianpaolo Bottacin, assessore regionale alla difesa del suolo, insieme a tecnici del settore e a Luigi Alverà, vice sindaco e assessore a gestione del patrimonio e protezione civile di Cortina.

«Dopo il disastro avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 agosto dello scorso anno, l’attenzione da parte della Regione Veneto è stata massima», ricorda Bottacin, «prima con interventi di somma urgenza e poi con altre opere strutturali e di mitigazione del rischio. Ora, prima di completare i lavori per la protezione dell’abitato di Alverà e della strada regionale 48 delle Dolomiti è stato necessario portare avanti delle indagini, per conoscere la struttura e il comportamento idraulico del torrente Bigontina e non solo».


Ne è uscito un progetto che vale tra i 2,5 e i 3 milioni di euro. Se tutto andrà come previsto, gli interventi potranno partire nel 2019. Nel frattempo, le opere già eseguite e quelle che si svolgeranno dal prossimo mese consentiranno di mitigare il rischio e prevenire possibili situazioni di pericolo.

Gli interventi inseriti nel documento presentato ieri andranno a interessare un tratto di circa 3 km, dalle immediate vicinanze all’abitato di Alverà fino alla zona a monte, a Rio Gere. «Abbiamo calcolato che la volumetria di materiale da gestire, cioè quello che ipoteticamente potrebbe franare, ammonta a 40 mila metri cubi», precisa Fabio Da Re, dei Servizi forestali Veneto Est, che ha seguito la vicenda sin dall’inizio. «Stiamo parlando non solo di colate detritiche, ma anche di massi che, tra l’altro, come accaduto l’estate scorsa, sono in posizione di testa».

L’obiettivo delle opere che saranno realizzate è fermare colate, materiale e massi, lasciando invece passare l’acqua. «Per questo saranno posizionate tre briglie - una filtrante, un’altra a pettine e una terza d’ingresso - tra loro collegate, appena sopra Alverà, che andranno a trattenere, nella vasca di accumulo, circa 22 mila metri cubi di materiale», continua Da Re con Bottacin e Salvatore Patti, direttore operativo degli uffici regionali del Genio civile e Forestali. «Una quarta briglia a pettine sarà realizzata sopra Lago Scin (per 2 mila metri cubi di materiale) e una quinta nella parte a monte, verso Rio Gere (17 mila metri cubi)». Nel mezzo, per circa 600 metri da Staulin a Lago Scin, si provvederà al consolidamento dell’alveo.

«Questo intervento è stato studiato per fare in modo che il calcestruzzo non risulti in vista», aggiunge Da Re. «Con Veneto Strade abbiamo anche rivalutato gli attraversamenti, sia a Rio Gere che a Cortina».

La Regione sta cercando i finanziamenti necessari sia tramite il bando “Italia Sicura” sia ragionando su altre possibili fonti. «Abbiamo in mano uno studio di alto livello dal lato tecnico-scientifico e questo ci consentirà di accedere ai contributi», mette in risalto Bottacin. «I lavori si svolgeranno in due stralci», dice ancora con Gianmaria Sommavilla, dei Servizi forestali Veneto Est, «partendo dalla zona a valle, con le tre briglie sopra Alverà».

Se tutto andrà come previsto, le opere si concluderanno nella seconda metà del 2020. «Il Comune ringrazia la Regione Veneto per tutto ciò che ha fatto sin dall’inizio», commenta Alverà. «In questo momento il Genio civile sta mettendo in sicurezza alcuni argini nella zona dell’abitato. Fondamentali anche gli interventi svolti dai Servizi forestali. Il tutto serve a garantire la tranquillità dei nostri abitanti. Dopo quanto accaduto l’estate scorsa nessuno ha deciso di non abitare più ad Alverà. Ma è evidente quanto sia ancora forte lo sconcerto per quanto provocato dal Bigontina».

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