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Ricatto sulla foto osé: alpagoto denuncia tentata estorsione

L’uomo era stato contattato su un’app di incontri. Due siracusani hanno cominciato a domandargli dei soldi

di Gigi Sosso
1 minuto di lettura

ALPAGO. La conoscenza in rete diventa estorsione. Un alpagoto ha dovuto denunciare due siracusani che avevano tentato di portargli via dei soldi per non pubblicare su Facebook una sua fotografia senza vestiti inviata sulla fiducia. Indagano i carabinieri del Comando provinciale.

Il contatto era avvenuto su Lovoo, quella che si definisce una app con il cuore: «Dal 2011 siamo il luogo nel quale puoi conoscere persone nuove. Per una notte, per un paio di mesi, forse per tutta la vita. Non importa cosa stai cercando, qui troverai la tua occasione» c’è scritto sull’incoraggiante presentazione e i maggiorenni fanno le loro scelte.

Alla fine dell’anno scorso, dalla Sicilia, un uomo e una donna di 61 anni avevano creato un falso profilo su questa app e, in qualche maniera, si erano guadagnati la fiducia di un utente bellunese, che aveva buone intenzioni. I rapporti virtuali erano così ben avviati e promettenti che R.S. e S.S. hanno convinto il nuovo amico a spedire loro un nudo in autoscatto, evidentemente riconoscibile, che sarebbe dovuto servire ad approfondire la conoscenza, non è difficile immaginare in che senso. L’uomo immaginava che si sarebbe divertito e avrebbe passato dei momenti gradevoli: non sapeva quello che lo aspettava.

Una volta in possesso di quel file compromettente, i due indagati hanno cominciato a chiedergli dei soldi, in cambio della mancata pubblicazione della foto sul social.

Un ricatto a colpi di 400 o 500 euro che la vittima non ha mai versato. È riuscito a resistere, anche se le richieste diventavamo man mano sempre più pressanti, fino a quando non gli è rimasto altra scelta che andare alla stazione dei carabinieri di Puos a presentare una denuncia per l’ipotesi di reato di tentata estorsione. I due siciliani non hanno incassato nemmeno un euro e non risulta che abbiano dato seguito al loro proposito di pubblicare la fotografia. Quando le indagini preliminari saranno terminate si ritroveranno a processo, nel frattempo sono stati denunciati a piede libero.

I militari raccomandano di prestare grande attenzione a certe richieste, per evitare di ritrovarsi nei guai.

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