Allergeni, via alle sanzioni «La tipicità ne risentirà»

BELLUNO. Da oggi al via le sanzioni per gli esercenti che non disporranno della lista degli allergeni contenuti nel menù presentato ai clienti. La sanzione per l’omessa indicazione va da 3 mila a 24...

BELLUNO. Da oggi al via le sanzioni per gli esercenti che non disporranno della lista degli allergeni contenuti nel menù presentato ai clienti. La sanzione per l’omessa indicazione va da 3 mila a 24 mila euro, multa che scende (da mille a 8 mila euro) per un’indicazione difforme dalle modalità previste dalla normativa.

Quattordici sono le sostanze o i prodotti che provocano allergie o intolleranze: si va dai cereali, che contengono glutine, ai crostacei, dalle uova al pesce, dalla soia al latte, dalla frutta con guscio al sedano, dalla senape al sesamo, dall’anidride solforosa ai lupini, fino ai molluschi.


Ristoratori, baristi, gestori di bed&breakfast, trattorie e tutti quegli esercizi pubblici che somministrano bevande e alimenti da oggi dovranno quindi mettersi in regola, stampando la lista degli allergeni per ogni prodotto in vendita.

A Belluno la nuova legge non spaventa la categoria. «Da tempo i nostri esercenti si sono messi in linea con la legge», sottolinea Rosanna Roma, referente per la Fipe di Belluno. «Confcommercio ha subito informato il territorio e ci ha dato delle indicazioni anche grazie agli incontri con l’Usl e con il Servizio di igiene degli alimenti. Finora, tra i colleghi non ho riscontrato problemi o malumori su questa nuova normativa. Come provincia siamo sempre molto scrupolosi e poi possiamo anche fare affidamento sulle segnalazioni dei nostri clienti in caso di allergie particolari che non rientrano tra quelle previste. Sta anche alla sensibilità e alla professionalità del gestore aggiornare sempre la lista degli allergeni del suo menù ed essere attento alle esigenze dei commensali».

«Come Ascom da subito abbiamo messo a disposizione dei nostri associati gratuitamente una piattaforma web che permette di generare, a partire dalla ricetta, il contenuto in allergeni da stampare e poi allegare al menù o presentare all’utente in caso di richiesta», sottolinea il direttore dell’associazione, Luca Dal Poz. «Da oggi abbiamo in programma una serie di incontri pubblici nelle varie zone della provincia per spiegare la norma».

«Sicuramente», prosegue Dal Poz, «questa ulteriore incombenza, viene vissuta come un qualcosa in più da fare. Anzi, a mio parere molto spesso queste cose tendono ad appiattire verso il basso, cioè a standardizzare i prodotti presentati. A rischio c’è anche la tipicità: se un ristoratore va al mercato e vede dei prodotti interessanti, potrebbe essere tentato di non acquistarli perché non rientrano tra quelli della lista degli allergeni e quindi sarebbe costretto a redigerne una nuova che contenga anche questo nuovo prodotto. Magari non tutti se la sentono di fare anche questo». (p.d.a.)

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