Troppi cervi, gli allevatori chiedono più abbattimenti

Stefano Ghedina Basilio: «Mangiano l’erba che noi essicchiamo per farne fieno in più defecano mentre brucano col rischio di fare ammalare i nostri animali» 

"Troppi cervi a Cortina", gli allevatori vogliono abbatterli

CORTINA. Aumenta notevolmente la presenza di cervi in Valboite. Gli ungulati, che causano incidenti autostradali ormai quotidianamente, creano anche tanti problemi agli allevatori: i cervi mangiano l’erba che gli imprenditori agricoli dovrebbero poi tagliare ed essiccare per trasformare in fieno per i loro animali. I dati dei censimenti realizzati dai cacciatori delle riserve alpine e coordinanti dalla Provincia sono inequivocabili. Ad aprile si sono contati in valle del Boite 1.677 cervi rispetto ai 1.232 dello scorso anno. Nel 2016 erano 1.218 e nel 2015 950. Se si va ancora indietro, si vede che i censimenti dal 2009 al 2012 registrano circa 900 cervi l’uno. Quest’anno sono molti di più. Lo si vede anche girando per le strade, soprattutto la sera: sui prati, anche vicino alle case, si aggirano branchi di 40 o 50 esemplari. I censimenti vengono effettuati a cadenza precisa, con un giro prestabilito: i cacciatori contano a vista gli esemplari. Il numero non riporta scientificamente il numero esatto degli ungulati, perché la conta viene fatta solo su alcuni posti, a fondo valle. In quota ci sono altri esemplari. Sul dato incide anche la caratteristica che ha avuto l’inverno. Quello appena concluso ha visto neve in abbondanza rispetto ai due precedenti. Nonostante un aumento della moria di cuccioli e femmine anziane, il numero dei cervi è in costante crescita. Un numero che sta creando difficoltà gli imprenditori agricoli della zona.

«I cervi mangiano tutta l’erba e le nostre aziende, se va avanti così, saranno destinate a chiudere», ammette Stefano Ghedina Basilio, allevatore a Cortina, «io davanti casa ogni sera conto una cinquantina di cervi».

Ghedina ha 50 ettari di terreno dai quali potrebbe ottenere l’erba per sfamare 100 vacche. In realtà ha solo 30 vacche ed è comunque costretto a comprare fieno per dar loro da mangiare negli ultimi due mesi d’inverno.

«I cervi fanno fuori tutta l’erba e poi, mentre brucano, defecano», sottolinea Ghedina Basilio, «e questo comporta problemi legati alle parassitosi e ad altre infezioni che potrebbero contaminare le nostre vacche. Noi quando sfalciamo e tiriamo su l’erba, ovviamente tiriamo su tutto».

Secondo gli allevatori vanno presi provvedimenti: o si aumenta il numero di abbattimenti o si fa arrivare il lupo anche in zona; ma questo comporterebbe altri problemi, legati al fatto che il lupo mangerebbe anche le vacche e spaventerebbe i turisti.

In Cansiglio hanno recintato le aree dei cervi, ma qui sarebbe impensabile sia per le estensioni dei terreni, spesso di vari proprietari, sia per fattori estetici.

«L’aumento dei cervi c’è», ammette Franco De Bon, consigliere provinciale con delega alla caccia, «ed ora, terminati i censimenti, realizzeremo un piano di abbattimento che porti la popolazione di cervi ad essere compatibile col territorio e i suoi abitanti. Noi agiamo secondo criteri conservativi, ossia non vogliamo sterminare la specie; ma è evidente che l’aumento è esponenziale e vanno presi provvedimenti anche perché i cervi in un numero così elevato producono danni e sono causa di tanti sinistri stradali. Stileremo un piano di abbattimento anche considerando le classi di età e il sesso degli animali per mantenere numeri compatibile col territorio».

Alessandra Segafreddo
 

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