Causa ex Acc, la procura di Trieste: altre indagini

Accolte le perplessità del commissario Castro sulla causa per bancarotta. Presidio bellunese davanti al tribunale di Pordenone

PORDENONE. La Procura generale della Corte d’Appello di Trieste interviene nel procedimento contro i vertici dell’ex Acc e chiede la riapertura delle indagini.

Colpo di scena ieri nella causa intentata dall’amministrazione straordinaria di Acc Compressors spa contro l’ex amministratore delegato Luca Amedeo Ramella, mentre davanti al tribunale di Pordenone un gruppo di sindacalisti, lavoratori e amministratori bellunesi dava vita ad un presidio per far conoscere la vicenda . Nel corso della camera di consiglio davanti al gip, dove doveva essere presentata l’opposizione alla richiesta del procuratore capo di archiviazione del caso di bancarotta, è giunta – cosa del tutto eccezionale – una nota del procuratore generale che sostiene le perplessità avanzate da Castro e ravvisa la necessità di un supplemento di indagini per appurare le responsabilità di un buco di 450 milioni di euro. All’udienza erano presenti l’amministratore straordinario Maurizio Castro e i legali di Ramella.


Se il supplemento di indagine non dovesse avvenire, la Procura generale prefigura la possibilità di adottare le determinazioni di competenza.

Su questa novità ora si attendono le valutazioni del giudice che si pronuncerà il 6 giugno prossimo. Se da un lato, quindi, ancora non si è conclusa la partita relativa all’archiviazione del procedimento nei confronti degli ex vertici di Acc, dall’altro l’intervento del procuratore generale lascia ben sperare sull’esito della vicenda. La speranza è che si decida di continuare ad indagare verificando meglio mail e altra documentazione e che quindi si possa andare ad un processo pubblico.

«Sono contento che la Procura generale con questo suo intervento legittimi l’azione dell’amministrazione straordinaria dell’ex Acc», commenta a caldo il commissario straordinario Castro, «e questo mi commuove. Credo che l’intervento forte del territorio bellunese e delle istituzioni, oltre che del sindacato e dei lavoratori, abbia fatto capire a tutti la portata di quello di cui stiamo parlando. Credo che ieri si sia scritta una bella pagina di democrazia e che si sia dato un bell’esempio di dialettica democratica».

La novità è stata accolta con favore anche dall’assessore regionale Elena Donazzan che ringrazia lavoratori, sindacati e tutti gli amministratori locali e provinciali che hanno «con la loro presenza ieri mattina davanti al tribunale manifestato la volontà della comunità di non accettare che venissero occultate le responsabilità per un immenso dissesto industriale, economico e occupazionale». Donazzan, poi, passa a ringraziare la Procura generale della Corte d’Appello di Trieste «che è intervenuta con un atto significativo, che rassoda in tutti la fiducia nella giustizia a garanzia di tutti a cominciare dai più deboli. Contro i fondi speculativi che hanno spolpato un magnifico patrimonio della manifattura italiana, hanno vinto i lavoratori: una bella giornata per loro, per la giustizia e per la buona politica».



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