«Noi veneti non pagheremo la multa»

Il “Comitato di liberazione nazionale Veneto” protesta davanti ai vigili di Trichiana per la sanzione su un’affissione

TRICHIANA . «Quella multa arriva da una nazione occupante, che non tiene conto delle leggi che essa stessa ha ratificato, pertanto non la pagheremo».

Un picchetto di militanti del Comitato di liberazione nazionale Veneto si è dato appuntamento ieri davanti alla sede della polizia locale di Trichiana con tanto di bandiera della Serenissima per portare il proprio sostegno al loro compagno Maurizio Curto che, verso le 7.30 del giorno prima, si era visto multare da un agente in borghese mentre affiggeva un manifesto su una bacheca in centro al paese.


«Avevamo comunicato alla prefettura tramite Pec che avremmo messo in atto la nostra iniziativa d’informazione per il popolo veneto su tutto il territorio», ha spiegato Franco Pistoia, capozona locale del Clnv, «la polizia di questo Comune, però, dice di non saperne nulla e che si rifà solo al regolamento comunale, senza tener conto delle nostre posizioni basate su delle leggi ben precise come la numero 881 del ’77 del diritto internazionale che ammette il diritto di autodeterminazione dei popoli e la 212 del 2010 che, di fatto, ha riportato il Veneto allo stato di indipendenza pre-occupazione italiana».

Nel frattempo, in attesa di un’intercessione del Doge, la multa recapitata a Curto non verrà pagata dal Comitato: «Non riconosciamo lo stato italiano», continua Pistoia, «siamo in autodeterminazione e questo atto per noi non ha valore. La stessa cosa era successa a Feltre ma allora, dopo un incontro in centrale, ci era stata data ragione. In altri Comuni, come a Quero, addirittura non c’è stato nessun tentativo di fermare la nostra affissione».

Il Clnv è nato nel 2014 e da allora ha attirato a sé diversi militanti e simpatizzanti, la sua attività di opposizione allo Stato consiste principalmente nella difesa di un’idea di avere uno Stato indipendente veneto che preservi la storia, la cultura e l’etnia dei suoi abitanti.

Questo si è tradotto negli anni anche in azioni di disobbedienza civile e fiscale che hanno portato a non pagare imposte e tasse appellandosi alla propria nazionalità veneta la quale, secondo quanto sostenuto dal Comitato, darebbe diritto a «trattenere le proprie risorse, soprattutto quelle monetarie, ai fini dell’autodeterminazione. Ottenendo, a prescindere, tutti i servizi».

Negli ultimi anni il Comitato si è fatto portavoce di molte istanze giunte da imprenditori in difficoltà e dalle tante realtà che la crisi economica ha messo ancor più in una posizione difficile.

La multa arrivata dal Comune di Trichiana non è che un passaggio del braccio di ferro tra Clnv e Stato, quel che è certo è che l’attività del Comitato non si fermerà qui: «Le affissioni proseguiranno», spiega Curto, «e con esse anche le nostre campagne d’informazione verso il popolo per far comprendere alle persone i loro diritti di veneti».

Fabrizio Ruffini

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