Allarme: sovrappeso un bimbo su quattro

Lo evidenzia lo studio del Servizio di igiene degli alimenti: «Colpa di cattiva alimentazione e scarso movimento»

BELLUNO. Un bambino su quattro, dai 7 ai 10 anni, è in sovrappeso od obeso. E molto spesso i genitori non si accorgono della situazione, considerando i loro figli normopeso. Un problema che nasce da una scorretta alimentazione, ricca di zuccheri e grassi, e dalla ridotta attività motoria, dovuta alle tante ore trascorse davanti a tv, cellulare, videogiochi e tablet (in provincia è stato rilevato un aumento del 7% dei bimbi che passano più di due ore davanti alla tv). Preoccupante il quadro tracciato dall’indagine Okkio, condotta dall’Usl 1 Dolomiti su 25 classi elementari del Bellunese e 417 bambini.

Il peso dei bimbi. Dei 417 scolari intervistati dal personale del Servizio di igiene degli alimenti e nutrizione (Sian), l’1,7% risulta in condizioni di obesità grave, il 3,4% è obeso, il 17,5% è sovrappeso, il 76,9% ha un peso normale, mentre solo lo 0,5% è sottopeso. «Se rapportassimo questi dati a tutto il gruppo di scolari di età 6-11 anni della nostra provincia, il numero di bambini sovrappeso e obesi dell’Usl sarebbe pari a 2.343. Di questi, 528 sarebbero obesi e 176 i gravemente obesi», precisa Oscar Cora, direttore del Sian. «Abbiamo anche notato che il rischio di obesità diminuisce con il crescere della scolarità della madre. E quando uno dei due genitori è sovrappeso, il 15,3% dei bambini risulta in sovrappeso e il 4,9% obeso». L’indagine Okkio ha anche evidenziato che il tipo di parto e la durata dell’allattamento al seno sono associati allo stato ponderale del bimbo: chi è stato allattato a lungo ed è nato con parto naturale ha più possibilità di avere un peso nella norma.


I rischi. «È provato che oltre il 60% degli scolari sovrappeso prima della pubertà, lo saranno anche nella fase iniziale dell’età adulta e questo riduce l’età media di comparsa di patologie croniche non trasmissibili come diabete e colesterolo. Ma sovrappeso e obesità oltre alla perdita di salute, comportano una limitazione delle opportunità economiche individuali, con difficoltà a migliorare il proprio status socio-economico. Vi è, quindi, un rischio concreto che queste condizioni, più frequenti nelle classi sociali disagiate, contribuiscano nel tempo ad aggravare le diseguaglianza tra la popolazione», sottolinea Cora.

Le abitudini alimentari. Un terzo dei bambini non effettua una corretta prima colazione o non la assume affatto e solo circa un terzo fa una merenda adeguata. Un terzo dei bambini consuma almeno una volta al giorno bibite gassate e zuccherate con inevitabili riflessi sia sul peso che sull’igiene orale. «Il consumo dell’equivalente di una lattina al giorno di queste bibite corrisponde all’introito di 14,4 chili annui di saccarosio. Anche il consumo di frutta e verdura è aumentato, ma è ancora lontano dal raggiungere livelli soddisfacenti. Un bambino su tre assume frutta e verdura meno di una volta al giorno, privandosi in gran parte degli effetti benefici assicurati da questi alimenti».

Attività fisica. Otto bambini su 100 sono fisicamente inattivi. Ridotto, ancora, il numero di ragazzini che si reca a scuola a piedi o in bicicletta. Rispetto al 2010, anno della prima rilevazione, ci sono dei miglioramenti, ma l’attività fisica svolta dai bambini in maniera regolare almeno un’ora al giorno è ancora insufficiente. «Le scuole e le famiglie devono collaborare insieme con i Comuni e le associazioni sportive», conclude Cora, «per realizzare condizioni e iniziative che incrementino la naturale predisposizione dei bambini all’attività fisica».

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