Trattativa ex Ceramica, fumata nera

Trichiana. Dopo l’ennesimo nulla di fatto, al termine del terzo incontro sale la tensione tra sindacati e vertici aziendali

TRICHIANA. Fumata nera per l’Ideal Standard.

«Usciamo dal terzo incontro senza aver trovato la soluzione», dicono telegrafici Denise Casanova, Nicola Brancher e Giorgio Agnoletto, segretari rispettivamente della Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil all’uscita, ieri sera, da palazzo Doglioni Dalmas a Belluno dove si è svolta un’intensa quanto sofferta trattativa per rilanciare temi importanti per i lavoratori dello stabilimento trichianese.


Quasi undici ore di confronto tra le parti sociali, i vertici aziendali, il vice presidente del gruppo industriale Socci alla presenza dell’esponente di Confindustria, non hanno portato a nulla. Anzi. I volti di sindacalisti e rsu, al termine, sono a dir poco scuri, oltre che provati: c’è tensione, ma anche tanta rabbia.

Da mesi, infatti, le parti sociali chiedono all’azienda di Trichiana, che produce sanitari per bagni, di dare rassicurazioni in merito ai volumi produttivi e all’arrivo di forze giovani tra il personale della fabbrica. Insomma, da tempo chiedono rassicurazioni sul futuro dello stabilimento. Anche alla luce del quadro tracciato dagli stessi vertici aziendali dove si parla di calo di volumi produttivi da qui al prossimo anno. Ma finora le richieste sono rimaste inascoltate. E questo preoccupa non poco i lavoratori e i loro rappresentanti.

La tensione da tempo è molto alta, e ora è salita ancora di più. E tensione, tanta, si è respirata anche ieri all’incontro iniziato alle 8.30 e terminato dopo le 19.

«Sui temi centrali», precisano Casanova e Brancher, «le posizioni sono distanti». Parole che suonano come pietre e che non lasciano presagire nulla di buono.

Al termine della trattativa, i sindacati hanno deciso di indire le assemblee con i lavoratori per martedì «e in quell’occasione spiegheremo a tutti i dipendenti come stanno le cose e lo stato della trattativa. Fino ad allora non possiamo aggiungere nient’altro», dicono lasciando la sede di Confindustria. La preoccupazione sale perché giovedì è previsto il vertice al Ministero dello Sviluppo economico a Roma dove, teoricamente, i vertici del gruppo Ideal Standard dovrebbero finalmente portare il piano industriale, quel piano che da tempo viene rivendicato da lavoratori e sindacati per aver garanzie sul futuro dell’unico stabilimento italiano rimasto, cioè quello di Trichiana.

È evidente che la questione è destinata a trascinarsi, perché ormai la misura è colma. E quindi non è escluso che tra le assemblee e il giorno dell’incontro ministeriale, venga indetto anche uno sciopero. Un modo per rivendicare una presa di posizione, per far arrivare forte e chiaro all’azienda tutto il malessere e l’incertezza del personale.

Di scioperi ormai ne sono stati fatti diversi all’Ideal Standard, ma senza sortire alcun effetto, ad oggi. La speranza recondita è che proponendo l’astensione dal lavoro proprio a ridosso del vertice romano, il gruppo straniero produttore di sanitari possa venire incontro alle richieste dei suoi dipendenti. E fornire chiarimenti e rassicurazioni.

La parola spetta quindi ai lavoratori che martedì si esprimeranno in merito alla proposta di sciopero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Serie A, Dazn non funziona e i tifosi si sfogano sui social

Focaccia con filetti di tonno, cipolla rossa e olive

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi