Fortogna rifà il trucco alla chiesa

Comune, parrocchia e Cei hanno messo assieme i 150 mila euro per sistemare l’edificio sacro

LONGARONE. Una nuova veste per la chiesa di Fortogna. L’edificio infatti per questa estate sarà soggetto di alcuni lavori di manutenzione che ridaranno lustro agli esterni, in condizioni piuttosto precarie.

Gli interventi sono il frutto della sinergia tra parrocchia, Cei e Comune che hanno reperito le risorse necessarie, circa 150mila euro. Il 70% è fornito dal fondo apposito per i restauri della Cei mentre il Comune ha stanziato 20mila euro, il resto è preso dal bilancio parrocchiale. I lavori sono stati affidati ai progetti dell’architetto Teddy Zandomenego di Dogna e alla ditta Artedilia di Vittorio Veneto, specializzata nei restauri conservativi di edifici storici e di culto in tutto in Veneto e non solo.


«La chiesa risale alla metà del 1800 – spiega Zandomenego – quando un gruppo di frazionisti ha deciso di costruirla in sostituzione della vecchia del 1500, grazie ai proventi dal taglio del bosco di Cajada. È stata completata nel 1862 su progetto del celebre architetto Giuseppe Segusini, colui che all’epoca ha realizzato molti edifici importanti nel Bellunese e nel Veneto. Nel corso dei decenni ha avuto interventi solo di poco impatto con qualche riparazione e aggiunta di una cappella negli anni Sessanta».

«Nei primi anni Ottanta – continua Zandomenego – purtroppo c’è stato un brutto lavoro con la tinteggiatura degli esterni con materiali non idonei. Questo ha rovinato l’intonaco provocando nel tempo dei danni e distacchi che, se protratti, avrebbero portato a gravi conseguenze. Abbiamo deciso quindi, in accordo con la Soprintendenza, di rimuovere quella patina per dare alla chiesa l’originaria colorazione gialla con sfumature rosa».

«Per questa operazione – aggiunge Alberto Rui, uno dei titolari di Artedilia – abbiamo utilizzato personale altamente specializzato e rispettoso dei luoghi sacri. Anche i prodotti usati sono di alta qualità con materiali che usano nanotecnologie che permettono un consolidamento fino ad un 1cm di penetrazione. I lavori si completeranno poi con il risanamento delle murature dall’umidità e interventi strutturali generali».

Alla presentazione del cantiere presenti anche il sindaco Roberto Padrin e il parroco di Castellavazzo don Alessio Strapazzon. «Questa è un opera molto sentita – spiega il sacerdote – con il parroco don Gabriele Bernardi che ha cercato da tempo i giusti fondi in modo che la chiesa torni ad essere i biglietto da visita della zona». Il grosso dei lavori dovrebbe terminare già entro la fine dell’estate.

Enrico De Col

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