Il Gatto selvatico sul Grappa in provincia almeno sei esemplari

Il “felis silvestris” è stato immortalato il 14 giugno in località Giardine a 1.590 metri di altezza Sulle Prealpi uno studio ha evidenziato anche la presenza di due cuccioli: segno che si sta espandendo

BELLUNO. Una foto-trappola lo ha immortalato mentre cammina, attento e solitario come è nella sua natura, tra i boschi del monte Grappa, in località Giarine a 1.590 metri. Per la prima volta in quest’area è arrivato il Gatto selvatico europeo, nome scientifico Felis Silvestris, tutelato sia da norme italiane che europee. La cosa più sorprendente è che la foto risale ad appena il 14 giugno scorso.

A darne notizia è il biologo e naturalista padovano Enrico Ferraro, che ha teso la foto-trappola per documentare la presenza di lupi sul Grappa, nell’ambito dell’appena concluso Progetto Life WolfAlps. Invece, con sua grande sorpresa, ha ripreso un giovane esemplare di gatto selvatico. Per avere la certezza che si trattasse di un Felis Silvestris il breve video è stato inviato a Luca Lapini, referente del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine, che da 35 anni segue la specie nel nord-est italiano. E la conferma è arrivata.


Altri avvistamenti. La presenza della specie in provincia di Belluno era nota già dal 15 luglio 2013, «quando Cesare Sacchet, allora agente della polizia provinciale di Belluno, aveva ripreso un gatto selvatico in Val Costa dei Nass a Longarone con una foto-trappola destinata al monitoraggio dell’orso bruno. Poi, nel 2014, grazie a un progetto di ricerca del Parco nazionale Dolomiti bellunesi, realizzato in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Venezia, un altro esemplare è stato immortalato nel settore nord-orientale del Parco, nei pressi del bacino del torrente Maè», precisa Lapini che aggiunge: «Si tratta delle più recenti segnalazioni di questa specie in Veneto, assieme a quelle del Col Visentin (2015-2016) e della località Poiatte (Farra d’Alpago), dove il 2 aprile 2017 è stato investito un maschio adulto. Le precedenti segnalazioni risalgono al 1983 (esemplare abbattuto sul monte Millifret, nel settore trevigiano del Cansiglio) e al 2002 quando un esemplare era stato investito nei pressi di Vittorio Veneto». Poi a gennaio scorso c’è stato un avvistamento sul monte Bondone in Trentino.

Sul Grappa. «La presenza del gatto selvatico sul Grappa evidenzia la sua espansione in Veneto e Trentino, cosa storicamente nuova, visto che questo è determinato dal fatto che le montagne, come non succedeva da duemila anni, si sono ricoperte di boschi. Una situazione ambientale che diventa appetibile per lupi, Felis Silvestris appunto e altre specie di fauna selvatica».

Ci sono i cuccioli. Della sua diffusione in Veneto ha dato notizia anche il biologo bellunese Marco Catello che, con una squadra di una decina di esperti, ha condotto per tre anni uno studio (presentato qualche tempo fa ad un convegno a Firenze) proprio su questa specie di felino. Sono state distribuite 20 foto-trappole su una superficie di 26 km quadrati sulle Prealpi dal Col Visentin al Col Cesen (Treviso).

«Negli ultimi anni abbiamo documentato la presenza di gatti selvatici una sessantina di volte e possiamo dire che ci sono almeno sei esemplari in queste zone. Abbiamo anche visto due cuccioli, un maschio e una femmina. Si tratta dei primi cuccioli in assoluto in Veneto. Questo fa ben sperare per la dinamica dell’espansione del felino nell’area», conclude Catello.

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