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Scanner da aeroporto in tribunale

L’accesso alle aule disciplinato da una nuova macchina e dalle guardie giurate

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BELLUNO. Accesso al tribunale come al gate dell’aeroporto. Il vecchio metal detector del palazzo di giustizia è stato mandato in pensione: lunedì pomeriggio è stata ultimata l’installazione di un security scanner che ha preso servizio ieri mattina, sotto gli occhi attenti delle guardie giurate Mondialpol. Una volta passata la bussola dell’ingresso, funziona come quando bisogna partire per le vacanze: marsupi, borse e trolley devono passare allo scanner, che ne esamina il contenuto.

Ogni persona deve liberarsi di tutti gli oggetti metallici e transitare sotto il metal detector: se non ci sono segnali sonori, può decollare verso le aule dei piani superiori. In caso contrario, dovrà fermarsi per un esame più accurato. Chi non lo fa, commette un reato e non sarebbe la prima volta che succede. Nel settembre di tre anni fa, un avvocato del foro di Venezia è diventato imputato per oltraggio a pubblico ufficiale, oltre che per l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, e il processo è ancora in corso. La responsabile della sicurezza è la procura della Repubblica.

Sarà anche perché ormai è estate e il secondo giorno di sciopero degli avvocati ha fatto saltare tutte le udienze penali, ma per l’inaugurazione non ci sono state code o altri disagi. Il dispositivo di sicurezza più vecchio è stato installato dopo la sparatoria del 9 aprile 2015, al palazzo di giustizia di Milano, che è costata la vita a tre persone e la condanna all’ergastolo all’imprenditore Claudio Giardiello, confermata in appello. Adesso quello più evoluto. (g.s.)

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