Museo di Seravella, si riducono le risorse La Provincia fa entrare nuovi finanziatori

Si tratta dei comuni di Feltre, Belluno, l’Um Agordina e la Magnifica del Cadore. Ma si pensa a convenzioni con Unifarco

belluno

Il Museo etnografico di Seravella a Cesiomaggiore piange. Per la carenza di risorse. Una crisi che va avanti da diverso tempo, ma che ora, per essere superata, richiede uno sforzo di tutto il territorio provinciale. E non solo. Molte sono le ipotesi che la Provincia di Belluno sta valutando per sostenere quello che la consigliera provinciale con delega alla cultura, Serenella Bogana definisce un museo «non solo a valenza provinciale ma anche veneta».




Attualmente sono quattro gli enti impegnati a sostenere il museo: palazzo Piloni che è anche l’ente gestore, il Consorzio Bim Piave, il Comune di Santa Giustina e l’Ente Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi che mettono complessivamente 114.300 euro. La proprietà è invece dell’Unione montana Feltrina che non è più in grado di assicurare, attualmente, il proprio apporto economico. Anche il Comune di Cesiomaggiore è in difficoltà tanto che per il 2017 ha versato 5 mila euro, impegnandosi per quest’anno a versarne 10.500.



Per superare la crisi economica si sta lavorando a una nuova convenzione che comprenda nuovi soggetti «per allargare progressivamente il sostegno territoriale al museo». Le new entry saranno il comune di Feltre che metterà 2.500, quello di Belluno che, insieme con l’Unione montana Agordina e la Magnifica comunità del Cadore, invece, non sono attualmente in grado di stanziare alcunché. Ma si impegneranno a promuovere il museo tramite i loro canali comunicativi e a farlo frequentare dalle scuole.

«Il museo di Seravella è molto importante e dobbiamo fare in modo di promuoverlo», dice Bogana, «per questo si è reso necessario far entrare nel Comitato di gestione il maggior numero di enti territoriali: qualcuno a titolo oneroso, qualche altro invece no. Ma lo scopo è che tutto il nostro territorio riconosca in questo museo una realtà che rappresenta tutte le genti bellunesi».



Ma la Provincia sta lavorando anche su altri canali per trovare le risorse utili al museo. «Quest’anno abbiamo sottoscritto una convenzione con Unifarco che ci ha chiesto di poter utilizzare delle sale per congressi e corsi», spiega la consigliera che annuncia: «Non è escluso che possiamo coinvolgere maggiormente questa azienda farmaceutica bellunese perché realizzi una serie di prodotti cosmetici, utilizzando le essenze ricavate dallo splendido roseto di Seravella. Prodotti che farebbero conoscere lo stesso museo. Insomma, stiamo valutando varie possibilità per reperire risorse e lanciare ancora di più l’area culturale cesiolina». —



Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi