Niente like alla giunta Massaro «Inerte, passiva e senza idee»

I gruppi di opposizione (ad eccezione del Pd) fanno un bilancio del primo anno Sotto accusa manutenzioni, poca attenzione alle frazioni e progetti carenti

BELLUNO

Nessun like per Massaro. «Visto che è un sindaco molto social, anche noi ci esprimiamo con il suo linguaggio». Niente voti, da parte dei gruppi di minoranza (tutti, ad eccezione del Pd), al primo anno del Massaro bis. Ma una bocciatura, questa sì, su tutta la linea. Sotto accusa finiscono la poca attenzione per le frazioni, le scarse manutenzioni, le progettualità carenti. «Non è questa la città che vogliamo».




«Non ha senso vantarsi di aver pulito una fontana, tanto più quando lo si fa con i volontari», accusa Francesco Pingitore (Patto Belluno Dolomiti). «La fontana in piazza delle Erbe è rotta, quando si pensa di sistemarla?». Pingitore poi denuncia che in Largo Ugo Neri manca l’illuminazione: «Nove assessori più il sindaco ci costano 100 mila euro all’anno, se questi sono i risultati ne venga ridotto il numero».

Luciano Da Pian (Lega) accende i riflettori sulla zona dello stadio, in piazzale della Resistenza: «È in completo abbandono, viene segnalata presenza di ratti e al Polisportivo servono molti lavori. La pista di atletica è rovinata, l’ex campo da beach volley un pessimo biglietto da visita per chi arriva in città».Che fine ha fatto il progetto del campo da calcio in sintetico dove un tempo c’era la sabbia?



È un tema caro a tutti i gruppi di minoranza. «Ma forse per Massaro le frazioni finiscono in via Loreto», ironizza Franco Roccon (Civiltà bellunese). «Gli interventi vengono fatti solo dopo ripetute segnalazioni da parte dei cittadini, alcune strade fanno paura da come sono rovinate. E le asfaltature, vista la disgraziata decisione di smantellare l’ufficio gare, saranno fatte in autunno. Si continua a navigare a vista, questa non è l’attività di un Comune capoluogo e l’ultimo consiglio comunale in tal senso è stato emblematico: praticamente c’erano solo interrogazioni della minoranza».



Nulla si sa della Cucciolo-Marisiga, il ponte sul Piave a Lambioi «scadrà il 18 luglio e non si capisce cosa si aspetti a progettare un nuovo ponte», aggiungono Luciano Da Pian e Paolo Gamba (Belluno è di tutti). «Una progettazione di questo tipo non si fa in pochi mesi». Secondo Gamba, poi, manca una visione per il Nevegal, per il mondo del commercio, per via Mezzaterra.

«Tutte le promesse fatte in campagna elettorale che fine hanno fatto?», continua citando il bus a chiamata, ma anche il ruolo di Belluno come capitale delle Dolomiti. «Questo sindaco sarà anche bravo a fare il politico, ma non l’amministratore».



La critica di Raffaele Addamiano (Obiettivo Belluno) verte invece sul metodo: «Arriviamo in commissione con le decisioni già prese», accusa. «Il sindaco si è appellato più volte alla collaborazione fra forze politiche, ma in un anno sono stati fatti solo nove consigli comunali e nell’ultimo su 14 punti dieci erano di iniziativa delle minoranze. Sette di queste affrontavano il tema dell’incuria, che va risolto».

Infine, «non sono ancora stati attivati i gruppi di lavoro intersettoriali, parte della nuova organizzazione di Palazzo Rosso. Questa amministrazione è inerte, passiva, e non per niente un bene per la città». —



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