Centraline sul Rova, i comitati contro Padrin. «Poteva fermarle»

Oltre un centinaio di persone ieri all’assemblea pubblica. Le associazioni vogliono incontrare i ministri Costa e Di Maio

BELLUNO. «Vogliamo un incontro con il presidente della Provincia Roberto Padrin e con i ministri Costa e Di Maio per parlare delle azioni di contrasto allo sfruttamento idroelettrico». Oltre un centinaio i presenti ieri pomeriggio davanti a palazzo Piloni all’assemblea pubblica indetta da Acqua Bene Comune. Tra i presenti gli assessori di Belluno Marco Perale, di Ponte nelle Alpi, Ezio Orzes, il sindaco di Santo Stefano, Alessandra Buzzo. Con loro diversi esponenti dei comitati territoriali sorti in questi anni per dire basta alle centraline nei corsi d’acqua bellunesi e rappresentanti dei bacini di pesca. Oltre a cittadini semplici che hanno voluto portare la loro solidarietà in questa battaglia per il rispetto dell’ambiente.

Una battaglia di civiltà ma anche di autonomia e autodeterminazione «di cui tutti si riempiono la bocca, ma che poi alla prova dei fatti sembra che ai politici non interessi per nulla», dice Nico Paulon di Acqua Bene comune.


Gli organizzatori si sono detti soddisfatti della manifestazione, ma promettono che non finirà qua. «Oggi (ieri per chi legge, ndr)», prosegue Paulon, «siamo scesi in piazza per chiedere risposte ai nostri politici. Se non arriveranno siamo pronti a fare altre iniziative la cui radicalità dipenderà da quello che ci dirà la politica».

I comitati sono sul piede di guerra perché la Provincia ha dato il via libera alla terza centralina sul torrente Rova «e questo dopo che nelle settimane scorse abbiamo incontrato i presidente Padrin (che ieri non è arrivato all’assemblea) e altri consiglieri che ci avevano dimostrato il loro appoggio questo sfruttamento indiscriminato di questo corso d’acqua. Salvo poi fare il contrario anche se poteva tranquillamente applicare quelle linee guida per bloccare questo progetto. Certo è che di fronte ad un ente provinciale delegittimato non si capisce perché non si è colta la palla al balzo per dimostrare la propria volontà di autodeterminazione. Abbiamo chiesto al presidente Padrin un incontro per il 10 luglio, ma ancora non abbiamo avuto risposta».

I comitati chiedono poi di incontrare anche i ministri pentastellati dell’Ambiente Costa e Di Maio «per capire se anche se sono passati al governo intendono ancora togliere gli incentivi ai costruttori di centraline elettriche. Si tratta di un miliardo di euro che ci vengono tolti dalle bollette elettriche e che potrebbero essere utilizzati per politiche di efficientamento. Chiediamo anche al deputato D’Incà di farci sapere se può e vuole organizzare questo incontro a Roma per spiegare le nostre ragioni». L’atmosfera è calda sul fronte idroelettrico e i comitati non intendono mollare la presa. «Morderemo le caviglie del presidente Padrin e dei nostri parlamentari per essere ascoltati». —

Paola Dall'Anese


 

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