Troppa superficialità, in aumento i decessi sulle cime dolomitiche

L’incremento registrato nel 2017 è del 14,8% rispetto al 2016. Il delegato del Cnsas: «Manca la preparazione psicofisica»

BELLUNO.  Dal numero verde attivato per dare consigli sull’escursione, evitando così chiamate inutili al 118, all’aumento dei morti in montagna dovuti perlopiù all’attività di parapendio nell’area prealpina e «alla colpevole superficialità con cui gli utenti si avvicinano alle vette», fino al rinforzo del numero di postazioni di ambulanze in provincia. È cominciata l’estate “calda” delle Dolomiti che vede la messa in campo delle forze sanitarie dell’elisoccorso del Suem ai volontari del Soccorso alpino.

Tra le novità l’attivazione del numero verde 800 22 13 25 “ Montagna sicura”. «Un supporto informativo a cui Suem di Pieve di Cadore, Dolomiti Emergency, il soccorso alpino, Collegio veneto Guide Alpine, Cai Veneto e Usl 1 Dolomiti stavano lavorando da tempo e che dovrà servire non per chiedere aiuto, ma per avere informazioni per andare sicuri in montagna», precisa il direttore dell’unità operativa del 118, Giovanni Cipolotti. «Si tratta di un servizio prezioso per rendere la gita in montagna ancora più consapevole e per evitare che le persone si mettano in situazioni rischiose inutilmente», sottolinea anche il direttore generale dell’Usl 1, Adriano Rasi Caldogno.


Rispetto al 2016, l’anno scorso gli interventi di soccorso dei volontari del Cnsas in Veneto sono diminuiti passando da 846 a 821. Soccorse 850 persone (-15,5% rispetto al 2016 quando erano state 1.006). Sessantadue i morti contro i 54 del 2016 (+14,80%), di questi 38 solo nella provincia di Belluno.

Ma il problema maggiore in montagna «è la mancata preparazione psico-fisica (13,7%)», precisa Alex Barattin delegato provinciale del Soccorso alpino, «insieme con la perdita di orientamento e l’incapacità (20,70%), elementi questi ultimi in costante crescita. In diminuzione, invece, le cadute (32,10%), mentre salgono le scivolate (9,6%)». A registrare un balzo in avanti nel 2017 rispetto all’anno precedente è l’attività per il soccorso di appassionati di parapendio. «Rispetto ai 25 casi del 2016 siamo passati ai 38 del 2017, con un aumento percentuale del 52%», precisa Barattin che spiega: «Dato fortemente atteso per la massiccia presenza di piloti nell’area Prealpina per i mondiali di Parapendio svoltisi tra giugno e luglio 2017».

E parlando di frequentatori poco esperti di montagna, il delegato del Soccorso alpino spiega che «spesso abbiamo soccorso persone in ciabatte e scarpe Crocs (zoccoli in plastica forata) sui sentieri, e in pantaloncini corti e scarpe da ginnastica sul ghiacciaio della Marmolada. Comportamenti da evitare, perché per portare a valle queste persone si rischia di distrarre forze e mezzi che servirebbero per soccorrere realmente escursionisti infortunati in montagna», sottolineano Barattin e Cipolotti.

Importante anche l’attività di supporto psicologico che da quest’anno sarà attiva 365 giorni all’anno, rivolto ai familiari delle vittime della montagna, al personale del Suem o del Cnsas che vede l’appoggio a personale del Pronto soccorso. —


 

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