La marijuana arriva per posta, i carabinieri scoprono il traffico a Trichiana

Due gli arresti da parte dei militari del Nucleo investigativo bellunese. Sequestrati soldi e materiale informatico. Indagato l’uomo che riceveva i pacchi

TRICHIANA. Droga per corrispondenza. Un chilo di marijuana, che arrivava per posta dal nord Europa è costata l’arresto da parte dei carabinieri a due uomini della Sinistra Piave: G.Z. è finito in carcere e R.A. ai domiciliari. La sostanza stupefacente non veniva recapitata direttamente a loro, ma a una persona di Belluno, che si prestava come destinatario dei pacchi, facendosi accreditare 20 euro a consegna su una carta di credito ricaricabile. Quest’ultima è stata a sua volta indagata dai militari, ma non sono emersi suoi legami con l’attività di detenzione e spaccio, della quale si sarebbero occupati solo gli altri due.

Il traffico è stato stroncato dal Nucleo investigativo di Belluno e le indagini hanno portato a due provvedimenti di custodia cautelare chiesti dal sostituto procuratore Marco Faion e firmati dal giudice per le indagini preliminari Elisabetta Scolozzi. Gli accertamenti sono ancora in corso e, nel giro di qualche tempo, potrebbero portare ad altri risultati concreti, a cominciare dalla rete di consumatori, più o meno fedeli e assidui, o a eventuali spacciatori al dettaglio.


L’attività dei militari era cominciata qualche mese fa. Dalla Germania, ecco una segnalazione al Comando di viale Europa sul sequestro di un pacco postale, che conteneva marijuana ed era indirizzato a un uomo di Belluno. Un cane antidroga aveva fatto bene il suo mestiere, provocando il blocco della fornitura. I carabinieri hanno aperto le indagini sul destinatario, accertando che non era in alcun modo collegato al contenuto del pacchetto, ma era stato convinto a riceverlo da una sedicente società di spedizioni. Riceveva una somma in denaro, sotto forma di ricarica, per ciascun plico ricevuto e non si preoccupava di altro.

Negli ultimi tempi, c’era stata una consegna e l’attenzione si era spostata su un’abitazione, in particolare. Venerdì scorso i militari bellunesi e quelli della stazione di Trichiana hanno ottenuto un mandato di perquisizione e bussato a quella porta, trovando una conferma ai loro sospetti. Il padrone di casa deteneva un sacchetto con dentro quattro etti di marijuana. Successivi accertamenti hanno permesso di risalire a un altro uomo, che invece ne deteneva sei etti, oltre a 1.500 euro in contanti e diverso materiale informatico giudicato interessante dagli investigatori. La sostanza stupefacente, i supporti informatici e i soldi sono stati posti sotto sequestro.

L’indagato con il maggiore quantitativo di droga è stato portato in caserma per le formalità necessarie e poi nel carcere di Baldenich, mentre per l’altro sono stati ritenuti sufficienti gli arresti domiciliari. —


 

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